Il palladio appartiene al gruppo dei metalli del platino e in orologeria svolge quasi sempre un ruolo strutturale nascosto: entra nelle leghe come stabilizzatore, non come metallo di facciata. È questo il punto che distingue il suo impiego da quello del platino o dell'oro, con cui spesso convive nella stessa composizione.
Chimicamente, il palladio resiste all'ossidazione meglio dell'oro bianco tradizionale (che viene sbiancato con rodio, uno strato che si consuma) e non sviluppa patine cromatiche indesiderate. Per questo Omega lo inserisce in quasi tutte le sue leghe proprietarie: nel Moonshine Gold sostituisce in parte il rame, abbassando la temperatura di colore verso un giallo pallido; nel Sedna Gold — oro rosa con oltre il 20% di rame — ne basta più dell'1% per rallentare l'ingiallimento progressivo che il rame innesca nel tempo; nel Bronze Gold (titolo 9K, 37,5% oro) il palladio lavora insieme all'oro per bloccare il verdigris che rende il bronzo classico incompatibile con il contatto prolungato con la pelle.
Breguet usa una formula riservata di oro 18K con argento, rame e palladio per ottenere una tonalità calda e leggermente bionda, vicina agli ori del Settecento. Audemars Piguet ha percorso una strada diversa: nella Sand Gold sostituisce l'argento con rame e palladio, producendo un oro 18K dal colore neutro tra bianco e rosa; nella lega proprietaria Bulk Metallic Glass (BMG) il palladio sale oltre il 50% del peso totale. Raffreddata rapidamente, questa lega non cristallizza: mantiene una struttura amorfa che le conferisce una lucidatura speculare persistente e una resistenza ai graffi superiore a quella degli acciai convenzionali. AP la usa sulla lunetta, sulla cornice del fondello e sulle maglie centrali del bracciale del Royal Oak in titanio, dove crea un contrasto diretto con le superfici satinate.
Czapek, con la Secret Alloy 401 sviluppata da Metalem, combina oro, platino, palladio e argento per un quadrante che deve reggere la guillochatura senza perdere definizione ai bordi del motivo. De Bethune usa dischi in acciaio e palladio per le fasi lunari brevettate, con uno scarto di un giorno ogni 122 anni. Il palladio compare anche nel titanio grado 23 (Ti-0.3Pd), dove una piccola aggiunta migliora la resistenza alla corrosione rispetto al grado 5 senza alterarne la leggerezza.
Puro, il palladio è stato usato anche come rivestimento galvanico su quadranti, dove produce riflessi freddi e uniformi. Sul banco ho visto pochi orologi con cassa massiccia in palladio: il metallo è meno denso del platino, il che potrebbe sembrare un vantaggio, ma il costo e la difficoltà di lavorazione hanno sempre limitato il suo uso come materiale primario. Chi lo cerca come protagonista raramente lo trova.