La storia di un cinturino co-autore
Antonio Zichichi — Fondatore di Milano Straps e Casati Milano
Mio padre era orologiaio. Non di professione — di passione. In casa c'erano sempre orologi aperti sul tavolo, movimenti in attesa di essere rimontati, cinturini consumati che aspettavano di essere sostituiti.
Da lui ho ereditato l'amore per i segnatempo. Ma quello che mi ha preso davvero, nel tempo, è stata la pelle. Un materiale vivo, che cambia, che porta con sé il tempo di chi lo indossa. Come un orologio, ma diverso. Un orologio misura il tempo. La pelle lo assorbe.
Piaget, 1974.
Ho cominciato da Piaget come orologiaio. Banco, lente, calibri ultrapiatti. Lì ho imparato a guardare un dettaglio per ore prima di toccarlo. È stato il primo posto dove ho capito che il lavoro fatto bene non si misura in tempo, ma in pazienza.
Auri Tempore. Milano, 1984.
Dieci anni dopo Piaget ho aperto il mio primo negozio in viale San Michele del Carso a Milano. Auri Tempore. Orologi vintage — quelli erano gli anni in cui nessuno li cercava ancora seriamente, e si trovavano cose straordinarie a prezzi che oggi farebbero ridere.
In quel negozio ho fatto una scoperta che non ho più dimenticato. Un Patek degli anni Cinquanta, quadrante originale, movimento perfetto. Bellissimo. E sopra, un cinturino anonimo — lo stesso che ci avrebbe messo chiunque, acquistato senza pensarci. Quell'orologio sembrava spento. Non mancava niente di tecnico. Mancava il compagno giusto.
Da quel momento ho iniziato a capire che il cinturino non è un accessorio. È un co-autore. L'orologio racconta una storia — il cinturino decide come quella storia viene letta.
Venticinque anni in America.
Poi venticinque anni negli Stati Uniti a vendere orologeria italiana a un mercato che non la conosceva. Ho viaggiato, ho conosciuto collezionisti seri, ho visto cosa cercava la gente che capisce. E ho continuato a fare cinturini, uno per uno, mentre vendevo orologi a chi me li domandava.
Il mestiere.
Ho iniziato a produrre cinturini a mano, uno per uno. Non avevo una formazione da pellettiere — ho imparato guardando, sbagliando, ricominciando. Ho imparato che la qualità di un cinturino si misura in dettagli che la maggior parte delle persone non vede. Ma che il polso sente ogni giorno.
Non mi sono mai considerato un designer. Mi considero un maestro artigiano. La differenza è concreta: un designer fa disegni, un artigiano fa oggetti. Ogni cinturino che esce dal mio atelier ha passato attraverso le mie mani. Ho scelto la pelle — belly cut o hornback, concia vegetale, spessore al millimetro.
Ritorno a Milano. Una mano sola, due velocità.
Sono tornato a Milano con cinquant'anni di mestiere e una sola idea chiara: una mano sola, due velocità.
Milano Straps — Prêt-à-porter
B2B e B2C. Cinturini in pelle pregiata, fatti a mano nel mio laboratorio di Milano, spediti in tutto il mondo. Chi vuole un cinturino italiano vero non deve più prendere un aereo.
Casati Milano — Haute Couture
Atelier su appuntamento. Un cliente, un orologio, un cinturino. Scegliamo insieme la pelle, il filo, la cucitura, la fibbia. Lo costruisco per quel polso. Non c'è catalogo perché non serve.
Lo stesso occhio che a vent'anni guardava un calibro Piaget oggi guarda una cucitura. Cerco la stessa cosa.
A Milano, dove tutto è cominciato.