Almanacco del Cinturino

Strap

Nel gergo orologiaio internazionale, strap indica qualsiasi cinturino non metallico: pelle, gomma, nylon, tessuto, materiali compositi. La distinzione dal bracelet — che è sempre in metallo — è operativa, non stilistica, e ha conseguenze dirette su come si monta, si sostituisce e si conserva il pezzo.

La storia del termine porta dritto al 1973, quando il Ministero della Difesa britannico codificò il cinturino in nylon a passante singolo con la dicitura MIL-S-46383, STRAP, WRIST: INSTRUMENT. Il nome NATO non viene da un accordo atlantico: viene dal NATO Stock Number, il codice alfanumerico con cui la difesa britannica catalogava i materiali di rifornimento standardizzati. È un dettaglio che sento ripetere male quasi ogni giorno.

Sul piano costruttivo, la variabile più importante oggi è il sistema di attacco. I quick-release con baionetta a molla — presenti su Seiko Astron, IWC EasX-CHANGE, Hublot One Click, Vacheron Overseas, Audemars Piguet Royal Oak Offshore Diver e molti altri — permettono il cambio senza attrezzi in pochi secondi. Attenzione però: non tutti i sistemi sono ugualmente accessibili. Sul Tissot PRX i bayonet sono incassati tra fondello e cinturino in modo così stretto che l'operazione diventa frustrante. I drilled lugs — anse con fori passanti anziché semplici scanalature — risolvono il problema alla radice e semplificano il cambio anche senza meccanismi proprietari.

Tra i tipi di strap con una storia propria, il Bund merita una nota. È un cinturino in pelle con una corazza che copre il retro della cassa: nato in ambito militare per isolare l'orologio dalla pelle e ridurre i danni da calore o corrosione. Funziona meglio su casse di diametro contenuto, dove la massa del sottopelle non spezza le proporzioni al polso.

Il rally strap ha origini nel motorsport degli anni Sessanta: pelle forata con forature multiple lungo tutta la lunghezza, pensate per alleggerire e far respirare il cinturino durante le gare. Il Tropic-style è invece in gomma, con profilo scanalato caratteristico, nato per la subacquea vintage e tornato di moda con la riscoperta degli strumenti degli anni Sessanta-Settanta.

Il termine strap monster circola tra collezionisti per indicare un orologio che rende particolarmente bene su cinturini diversi, spesso per via di anse pulite e proporzioni neutre. Non è un difetto: è quasi un complimento.

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