Almanacco del Cinturino

Spirale

La spirale è l'organo regolatore di un orologio meccanico: determina la frequenza di oscillazione del bilanciere e, di conseguenza, la precisione del movimento. Senza di essa, lo scappamento non ha riferimento temporale. È un componente sottilissimo, avvolto in più spire concentriche, fissato al bilanciere tramite una colleretta e al ponte tramite un cochet. Ogni intervento su di essa richiede anni di pratica per essere eseguito correttamente.

Il materiale è la prima variabile. Le spirali tradizionali in acciaio temperato, usate per decenni, sono sensibili ai campi magnetici: le spire possono aderire tra loro o ai componenti adiacenti, falsando l'oscillazione e alterando lo scappamento. Per questo motivo l'industria ha sviluppato leghe alternative. Nivachron, sviluppata da Swatch Group e impiegata nei calibri Powermatic 80 e Sistem51, è una lega composita non ferromagnetica che offre resistenza superiore al magnetismo senza richiedere modifiche strutturali al movimento. Rolex ha risposto con Syloxi, una spirale proprietaria in silicio usata nel calibro 2232 e nei movimenti 1908 e Land-Dweller: inusuale per il marchio su calibri compatti. Il silicio, adottato anche da Omega nei calibri Co-Axial di ultima generazione, è amagnetico, leggero e privo di bisogno di lubrificazione, ma fragile e costoso da produrre. TAG Heuer ha percorso una via diversa con la TH-Carbonspring, realizzata per deposizione chimica da vapore con nanotubi di carbonio infiltrati di carbonio amorfo: più leggera del silicio, omogenea, amagnetica, con la colleretta formata direttamente durante la crescita del materiale.

La geometria della spirale conta quanto il materiale. La spirale piana è la forma base: le spire si espandono su un piano orizzontale. La spirale cilindrica, usata da Ferdinand Berthoud già nel 1793 sulla tasca n. 26 di Louis Berthoud, si espande concentricamente nello spazio tridimensionale e garantisce un'oscillazione più uniforme, ma occupa più spazio ed è enormemente più difficile da produrre. La spirale Breguet, o overcoil, prevede che l'ultima spira esterna venga alzata e piegata verso il centro: migliora la concentricità dell'espansione e l'isocronia, cioè la capacità della spirale di mantenere tempi uguali a diverse ampiezze di oscillazione. Avere anche una curva Grossmann all'estremità interna, oltre alla curva Phillips su quella esterna, è raro: entrambe richiedono piegature manuali precise e aumentano sensibilmente la qualità dell'oscillatore. Il calibro 216TMZ di Moritz Grossmann e il tourbillon volante HMC 805 di Moser adottano entrambe le curve terminali.

Chi produce le spirali internamente è ancora una minoranza ristretta. Minerva le produce a Villeret in volumi minimi, riservandole esclusivamente ai propri movimenti. Moser le produce in-house anche per il tourbillon a doppia spirale. La maggior parte dell'industria dipende da pochi fornitori specializzati. Dal banco, ho visto come una spirale distorta anche di pochi centesimi di millimetro sia sufficiente a rendere un movimento inutilizzabile: è il componente su cui la qualità si vede davvero.

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