Lo Spring Drive è l'unico calibro al mondo che regola la velocità del treno senza né un bilanciere né una batteria. Seiko ha depositato il brevetto nel 1977 e ha avviato la produzione in serie nel 1999, dopo vent'anni di sviluppo interno. Nessun altro costruttore ha mai raggiunto la produzione seriale di un sistema analogo: Piaget esplorò una strada simile negli anni Settanta, ma rimase allo stadio sperimentale.
Il principio è questo. La molla motrice accumula energia e la scarica attraverso un treno di ingranaggi ordinario. All'estremo del treno non c'è uno scappamento meccanico ma una ruota chiamata glide wheel, che gira liberamente. Girando, questa ruota genera una corrente elettrica per induzione elettromagnetica. La corrente alimenta un oscillatore al quarzo, che a sua volta pilota un freno elettromagnetico. Il freno regola la velocità della glide wheel a esattamente 8 giri al secondo. Seiko chiama l'insieme di questi tre processi — meccanico, elettrico, elettromagnetico — Tri-synchro Regulator. L'energia non viene mai immagazzinata in una batteria: il quarzo serve solo da riferimento di frequenza, non da fonte di alimentazione.
Il risultato pratico più visibile è la lancetta dei secondi. Senza scappamento a dente, non c'è impulso che la faccia saltare: scorre in modo perfettamente continuo. Chi misura il tempo con un cronografo Spring Drive ottiene un vantaggio reale: il fermo è istantaneo, senza dover attendere che un dente si posizioni sul successivo paletto.
La precisione certificata varia a seconda del calibro. I modelli standard garantiscono ±15 secondi al mese, pari a circa ±0,5 secondi al giorno. Il calibro 9RA2, montato su alcuni modelli più recenti, raggiunge ±0,5 secondi al giorno con riserva di carica di 120 ore. Sono valori verificabili al banco con un timegrapher, anche se lo strumento non restituisce la deviazione nello stesso modo in cui lo fa su un bilanciere tradizionale, perché non esiste un battito da misurare.
Dal punto di vista della regolazione, il calibro Spring Drive non risponde alle chiavi di regolazione classiche. Non si agisce sul raquette né si sposta una massa eccentrica: la taratura è elettronica, e in laboratorio richiede strumentazione dedicata. Chi lavora su questi movimenti senza aver frequentato corsi specifici rischia di non capire cosa sta misurando.