Almanacco del Cinturino

Molla di bilanciere

La molla di bilanciere — chiamata anche spirale o, nel gergo tecnico anglosassone, hairspring — è il componente che governa la frequenza di oscillazione del bilanciere e, di conseguenza, la precisione dell'intero movimento. Senza di essa, il bilanciere oscillerebbe senza ritmo: è lei che lo richiama al centro dopo ogni escursione, definendo la battuta del secondo. Lavoro da orologiaio, non da assemblatore: chi non ha mai regolato una spirale a mano non sa cosa significa davvero toccare un movimento.

Il materiale con cui è fatta cambia tutto. Per decenni l'acciaio temperato è stato lo standard, ma l'acciaio è ferromagnetico e sensibile alle variazioni di temperatura: due nemici della precisione quotidiana. Le risposte dell'industria sono arrivate su strade diverse. Rolex ha sviluppato il Parachrom, una lega proprietaria di niobio e zirconio che appare blu dopo ossidazione, con resistenza ai campi magnetici nettamente superiore all'acciaio tradizionale. Per i movimenti più recenti — il calibro 2232, il 1908 Perpetual, il Land-Dweller — Rolex è passata alla Syloxi, una spirale in silicio paramagnetico che aggiunge stabilità termica e praticamente azzera la deriva magnetica. ETA e Swatch Group hanno adottato il Nivachron, lega di niobio e titanio non ferromagnetica, montata su calibri largamente diffusi come il Powermatic 80 e l'R766 di Rado. Il silicio puro, usato da Breguet nei calibri con spirale piatta, da Patek Philippe nel Silinvar e da H. Moser & Cie nell'HMC 805, porta il concetto ancora più avanti: leggerissimo, autolubrificante, immune al magnetismo.

La forma conta quanto il materiale. La spirale piatta standard, se non è costruita con cura, introduce errori di isocronia: le spire si avvicinano tra loro durante le grandi ampiezze e alterano il periodo di oscillazione. Breguet risolse il problema con la curva sopraelevata che porta il suo nome — la Breguet overcoil — che porta l'ultimo tratto della spirale su un piano superiore, rendendo l'espansione più simmetrica. La terminal curve, nelle varianti Phillips o Gustav Gerstenberger, affina ulteriormente questo principio correggendo la curvatura dell'ultimo tratto. La spirale cilindrica, usata nei tourbillon assiali complessi come il Duométre Hélïotourbillon di Jaeger-LeCoultre, è una soluzione ancora diversa: avvolgendosi su un cilindro anziché su un piano, offre un comportamento più uniforme indipendentemente dall'orientamento.

Una doppia spirale — due molle sovrapposte e sfasate — compare in alcuni tourbillon di alta precisione, compreso l'HMC 805 di Moser: le due molle si compensano a vicenda, riducendo attrito e deriva isocrona. È una soluzione costosa e difficile da regolare, ma quando funziona si sente nel ticchettio: più pulito, più stabile.

Dal banco, dopo cinquant'anni, posso dire una cosa sola: la molla di bilanciere è il componente che separa un orologio che funziona da uno che va bene.

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