Almanacco del Cinturino

Molla di bilanciere

La molla di bilanciere è il cuore regolatore di qualsiasi movimento meccanico: senza di essa, il bilanciere oscillerebbe senza ritmo e l'orologio non misurerebbe nulla. La chiamo spirale quando voglio essere preciso, perché è esattamente quello che è: un nastro sottilissimo avvolto a spirale piana, ancorato all'interno al colonnello e all'esterno al porta-spirale. La frequenza di oscillazione dipende dalla sua rigidità, dalla sua massa e dalla sua lunghezza attiva. Modificare uno di questi parametri significa spostare la regolazione.

Il problema storico della spirale è la sensibilità: all'usura meccanica, alle variazioni di temperatura, ai campi magnetici. La metallurgia ha risposto per prima. Il Glucydur e poi il Nivarox hanno ridotto la deriva termica. La Nivachron — lega di niobio e titanio sviluppata da ETA — ha aggiunto resistenza ai campi magnetici senza rinunciare alle caratteristiche elastiche dell'acciaio. La trovi oggi in movimenti ETA Powermatic 80 e in calibri Rado come il R766. Il risultato pratico è un movimento che non perde secondi se lo porti vicino a un altoparlante o a una chiusura magnetica.

Il silicio ha cambiato le regole del gioco negli anni Duemila. Rolex ha introdotto la Parachrom — lega propria, non silicio puro — e poi la Syloxi, in silicio paramagnetico, montata sui calibri 2232 e sui movimenti della famiglia 1908. Breguet lavora il silicio piatto. Jaquet Droz e H. Moser impiegano spirali in silicio con doppia lamina sovrapposta: la cosiddetta double hairspring, che migliora l'isocronismo e riduce le distorsioni da attrito tra spire adiacenti. Il silicio non richiede lubrificazione, è paramagnetico e può essere tagliato al laser con tolleranze impossibili per i metalli tradizionali. Il lato negativo lo conosco per esperienza diretta: è fragile. Un urto secco sulla spirale in silicio può romperla; quella in Nivarox si piega e spesso si recupera.

La geometria della spira terminale è un capitolo a parte. La curva terminale — chiamata Phillips terminal curve o curva di Breguet a seconda del profilo — modifica la chiusura esterna della spirale per renderla più isocrona: l'oscillazione resta costante indipendentemente dall'ampiezza. Senza questa correzione, l'orologio marcia diversamente a seconda dello stato di carica. Moritz Grossmann usa una curva calibrata secondo i disegni di Gustav Gerstenberger; Chopard dichiara la Phillips terminal curve sul calibro LUC. Sono dettagli che fanno differenza reale sul cronometro.

La molla di carica — quella dentro il bariletto — è un componente diverso, spesso confuso con la spirale. Il bariletto è il contenitore che immagazzina l'energia; la spirale è l'oscillatore che la governa. Tra i due c'è il treno, l'ancora, l'ingranaggio di scappamento. Quando Dietrich Gruen brevettò il Safety Pinion nel 1874, proteggeva proprio il treno dalla rottura del bariletto: se la molla cedeva di schianto, il pignone di sicurezza disinnescava prima che l'energia distruggesse il meccanismo a valle.

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