Almanacco del Cinturino

Molla

In orologeria il termine molla non indica un componente solo: indica almeno tre famiglie distinte con funzioni e fisica diverse. Confonderle è il primo errore che sento fare, anche da chi porta l'orologio da anni.

La molla motrice (mainspring) è la fonte di energia del movimento. Vive dentro il bariletto, avvolta su se stessa. Quando la carichi — a mano o tramite rotore automatico — accumula energia elastica; quando si scarica, la cede alla ruota del bariletto e da lì al treno. Il problema fisico è che la coppia erogata non è costante: è alta a molla piena, cala progressivamente. Una molla di tre metri come quella montata nel bariletto dell'Honoris, ricavato direttamente dalla platina, riesce a mantenere una coppia relativamente stabile su quasi tutta la riserva grazie alle trenta spire. Il rimedio storico alla variazione di coppia è la trasmissione fusée-and-chain, che compensa il decadimento modulando il braccio della leva lungo una puleggia a diametro variabile. Il constant force escapement risolve il problema a valle, stabilizzando la forza già all'ingresso dell'ancora. La bridle, o redini, è il dispositivo che limita la tensione alla fine del caricamento: impedisce che la molla si sovraccarichi e si rompa.

La molla di bilanciere (hairspring) è un'altra cosa. È il cuore del regolatore: controlla la frequenza di oscillazione del bilanciere e quindi la marcia dell'orologio. La forma più diffusa è piatta (flat hairspring); quella cilindrica (cylindrical hairspring) è avvolta in altezza anziché in piano, garantisce maggiore concentricità e stabilità, ma richiede tempi di lavorazione dieci volte superiori — H. Moser la scolpisce a mano nel calibro HMC 811, con due curve Breguet incluse. Il materiale fa differenza: l'acciaio tradizionale è sensibile al magnetismo e alle variazioni termiche. Il silicio è amagnetico e termicamente stabile. Il Nivachron — lega sviluppata da Nivarox — occupa una posizione intermedia pratica: più resistente dell'acciaio ordinario al magnetismo e agli urti, meno fragile del silicio. La doppia molla di bilanciere montata in certi tourbillon, come nell'H. Moser Streamliner, aggiunge una seconda molla che genera una forza uguale e opposta, riducendo gli errori di posizione legati alla gravità.

La regolazione della marcia si ottiene in due modi: spostando il cursore della racchetteria, che allunga o accorcia la lunghezza attiva della molla, oppure — nei bilancieri a molla libera — modificando l'inerzia del bilanciere stesso tramite viti o masse regolabili. Il secondo metodo elimina la racchetteria e i microplay che introduce, ma richiede uno smontaggio per ogni intervento: non è per tutti gli orologi né per tutti i tecnici.

Esiste poi la molla come elemento strutturale della cassa: il fondello super-compressor sfrutta la pressione esterna per comprimere ulteriormente la guarnizione, creando una tenuta idraulica che aumenta con la profondità. È una molla che lavora in senso letterale, non come serbatoio di energia.

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