Almanacco del Cinturino

Lega aurica proprietaria

L'oro puro a 24 carati è troppo morbido per resistere all'uso quotidiano: ogni casa orologiera che lavora l'oro lo sa da sempre. La lega è una necessità tecnica, non un compromesso estetico. Il 18 carati — 750 millesimi di oro puro — è lo standard del settore da decenni: il 25% restante determina colore, durezza e comportamento nel tempo. Rame e argento virano verso il giallo caldo o il rosa; il palladio schiarisce verso il bianco. Fin qui, la chimica di base.

Il problema nasce con l'uso sportivo: una cassa in oro 18K classico si graffia in modo visibile dopo poche settimane. Da questo limite nascono, a partire dagli anni Duemila, le leghe proprietarie brevettate. Hublot lancia nel 2011 il Magic Gold, primo oro 18K antigraffio al mondo: la durezza viene dalla ceramica infiltrata nella matrice aurea, con una sfumatura leggermente verdastra che lo distingue a occhio nudo. Il successivo King Gold dello stesso marchio ha invece tonalità rossastra, più vicina a un 5N tradizionale ma con stabilità cromatica superiore. IWC risponde con Armor Gold, microstruttura modificata per aumentare la resistenza superficiale senza alterare la composizione carat. A. Lange & Söhne sviluppa nel 2010 l'Honey Gold, brevettato e dalla formula segreta: colore ambrato, durezza insolita per un oro orologiero.

Sul fronte cromatico, Omega costruisce un'intera famiglia: Sedna Gold è un rosa con palladio che stabilizza il colore nel tempo; Moonshine Gold, introdotto nel 2019, aggiunge argento, rame e palladio all'oro giallo ottenendo una tonalità pallida ispirata alla luce lunare, con elevata resistenza allo sbiadimento; Bronze Gold contiene solo il 37,5% di oro (titolo 9K) con palladio e argento, sviluppa una patina lenta senza il verdigris del bronzo classico. Rolex lavora su due fronti: Everose è la risposta all'oro rosa instabile nel tempo; Jubilee Gold, usato nel Day-Date, punta a una tonalità più sottile mescolando toni gialli, grigi e rosa in una lega 18K prodotta interamente in casa.

A livello di movimento, il trattamento 5N — deposizione galvanica a base di oro quasi puro — è usato per rivestire platine e ponti, dando quel calore ambrato che distingue i calibri di fascia alta. I gold chatons avvitabili dei movimenti Mühle Glashütte sono un caso diverso: lì l'oro è scelto per la sua durezza tribologica nei supporti dei perni, non per l'estetica. Quanto al PVD oro, si tratta di Physical Vapor Deposition su acciaio: strato sottile, colore uniforme, ma non equiparabile a una cassa in lega massiccia né per massa né per comportamento all'usura. Le due cose non vanno confuse.

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