El Primero è il nome del calibro cronografico automatico integrato presentato da Zenith nel gennaio 1969, conteso con Heuer-Breitling-Hamilton e Seiko per il primato del primo cronografo automatico al mondo. La particolarità tecnica che lo distingue ancora oggi non è la sola automaticità: è la frequenza. Il calibro batte a 36.000 alternanze orarie, ossia 5 Hz, il doppio del riferimento convenzionale per un automatico. A quella frequenza, la lancetta centrale del cronografo compie un giro completo del quadrante in dieci secondi, non in sessanta: ogni scatto vale un decimo di secondo, leggibile a occhio nudo sul quadrante senza ausili. Pochi movimenti di serie hanno mai offerto questa risoluzione in modo così diretto.
Il comando del cronografo è affidato a una ruota a colonna abbinata a una frizione orizzontale. La combinazione garantisce un avvio netto, uno stop preciso e un ritorno a zero senza rimbalzo. Chi ha smontato molti movimenti sa che il feel al polso di un column-wheel con frizione orizzontale è riconoscibile: i pulsanti cedono in modo diverso rispetto a un sistema a camme, con meno slop e una resistenza più uniforme lungo la corsa.
Il calibro quasi scomparve: all'arrivo del quarzo, Zenith fu tra le manifatture svizzere che ricevettero istruzione di smaltire le scorte di componenti meccanici. Charles Vermot, capomastro dell'atelier, nascose sotto il tetto della fabbrica di Le Locle utensili, piani tecnici e parti di scorta. Quando Rolex cercò un movimento per la nuova Daytona nel 1988, Zenith era in grado di rispondere perché quei materiali erano sopravvissuti. Rolex adottò l'El Primero nel calibro 4030, abbassando però la frequenza a 28.800 vph e modificando alcune finiture per allinearle agli standard interni: quella versione rimase nei Daytona fino al 2000, anno in cui il calibro 4130 di sviluppo proprio prese il posto.
La linea di discendenza interna a Zenith si è sviluppata attraverso i calibri 400, 3600 e 3620. Il calibro 400 reintroduce silicio per ruota di scappamento e àncora, il 3600 mantiene la lancetta dei decimi al centro, il 3620 SK aggiunge una finestra sullo scheletrato che permette di vedere l'àncora al lavoro. Hublot ha prodotto il HUB4700 partendo dallo stesso architettura base, con scappamento in silicio e autonomia portata a cinquanta ore. I tre contatori smaltati in grigio, antracite e blu che appaiono sui Chronomaster sono un riferimento diretto al quadrante dell'A386 del 1969, il modello di lancio originale.
Dal banco, una precisione: non tutti gli orologi che citano El Primero nel nome montano lo stesso calibro. Verificare sempre il numero di calibro prima di assumere la frequenza o la configurazione del cronografo.