Almanacco del Cinturino

Distanza Lug-to-Lug

La distanza lug-to-lug è la misura che conta davvero quando un orologio deve stare sul polso: non il diametro della cassa, ma la lunghezza totale dall'apice dell'ansa superiore all'apice dell'ansa inferiore. Due orologi da 42 mm possono avere lug-to-lug di 47 mm e di 51 mm rispettivamente, e sul polso si comportano in modo radicalmente diverso. Quello con il lug-to-lug più corto si curva meglio sul carpo, rimane centrato, non sconfina sul tendine. L'altro sporge, balla, pesa diversamente anche a parità di grammi.

Al banco ho imparato a misurare questa distanza prima ancora del diametro, soprattutto con i pezzi vintage degli anni Sessanta e Settanta, dove le anse erano spesso allungate per seguire la moda del polso coperto. Un Beobachtungsuhr tedesco da 55 mm di diametro può avere anse così corte da risultare sorprendentemente portabile; un dress watch svizzero da 36 mm con anse a baionetta può invece sfondare i 44 mm lug-to-lug e sembrare enorme su un polso sottile.

La misurazione si esegue con un calibro a corsoio: si appoggiano le punte sulle estremità delle anse, parallele all'asse verticale della cassa, senza includere il cinturino né il bracciale. Alcuni produttori dichiarano questa misura nelle specifiche tecniche, altri no. Quando manca, bisogna misurarla direttamente. Nel database di Milano Straps ogni scheda orologio riporta il lug-to-lug verificato sul pezzo fisico, non quello dichiarato.

La forma delle anse interagisce con il lug-to-lug: anse dritte proiettano la misura intera oltre la cassa, anse curve la assorbono parzialmente aderendo al polso. Per questo motivo il lug-to-lug da solo non basta: va letto insieme al profilo laterale dell'ansa. Un lug-to-lug di 48 mm con anse a forte curvatura può risultare più comodo di uno da 45 mm con anse perfettamente piatte. È una geometria, non un numero isolato.

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