Il calibro 321 non è semplicemente il movimento dello Speedmaster lunare: è il punto di riferimento tecnico attorno al quale si è costruita un'intera cultura del cronografo vintage. Omega lo chiamava 27 CHRO C12 prima del 1949 — 27 millimetri di diametro, funzione cronografica, riserva di carica di dodici ore — poi lo rinominò 321, e sotto quel numero è entrato nella storia.
La base è il Lemania 2310, sviluppato da Albert Piguet, direttore tecnico di Lemania. I due movimenti condividono circa il cinquanta percento dei componenti, e chi ha smontato entrambi riconosce subito la parentela nelle proporzioni del ponte e nel profilo della ruota a colonna. Proprio la ruota a colonna — column wheel — è l'elemento tecnico che distingue il 321 dal suo successore. Governa avvio, arresto e azzeramento del cronografo attraverso profili scanalati che commandano le leve: l'azionamento ai pulsanti risulta fluido, progressivo, senza il colpo secco che si sente su un meccanismo a camma. Quando Omega sostituì il 321 con il calibro 861 nel 1968, passò a un sistema shuttle-cam: più semplice da produrre, meno costoso, tecnicamente diverso. I puristi sentono la differenza al tasto.
Il 321 equipaggiava gli Speedmaster dalla referenza CK2915 del 1957 fino alla 145.012, gli stessi orologi che superarono i test NASA e andarono sulla Luna con gli astronauti dell'Apollo. In quei test, il Valjoux 72 — montato sul Rolex 6238 e sul Wittnauer 235T concorrenti — non resse alle condizioni estreme quanto il 321. Quella resistenza non fu un caso: il Lemania 2310 era già riconosciuto come uno dei cronografi manuali più solidi del suo tempo, e il 321 ne ereditò la struttura.
Dopo il 1968 il movimento rimase patrimonio Lemania, poi Breguet, e per anni fu praticamente inaccessibile a Omega. Il brand lo reintrodusse nel 2019, prima in platino poi in acciaio, con un protocollo di assemblaggio doppio — two-fold assembly — che prevede montaggio, regolazione, smontaggio e rimontaggio da parte dello stesso orologiaio: metodo tradizionale oggi raro, praticato anche da A. Lange & Söhne.
Sul mercato secondario, gli Speedmaster con 321 originale comandano prezzi sensibilmente più alti rispetto agli esemplari con 861 o 1861. La media 2023 superava i diecimila euro per esemplari in buone condizioni. Trovare un 321 funzionante e non riparato male è sempre più difficile: molti sono stati vittima di pezzi di ricambio sbagliati o di orologiai che non conoscevano il calibro. Dal banco, lo riconosco subito dalla colonna: anche visivamente, è un movimento che racconta da solo cosa sa fare.