In orologeria il termine calendario non indica una sola cosa: raccoglie una famiglia di complicazioni con gradi di automazione molto diversi, e confonderle è l'errore più comune che vedo fare anche a collezionisti esperti. La distinzione di base è tre livelli: calendario completo, calendario annuale, calendario perpetuo.
Il calendario completo (o triple calendar) mostra giorno della settimana, data e mese — spesso con fase lunare — ma il meccanismo non conosce la lunghezza dei mesi. Va corretto cinque volte l'anno, ogni volta che un mese non arriva a 31 giorni. È la versione più semplice delle tre, ma già impegnativa da costruire se si vuole un display leggibile.
Il calendario annuale, brevettato da Patek Philippe, fa un passo avanti: distingue automaticamente i mesi da 30 e 31 giorni. Richiede una sola correzione all'anno, tra fine febbraio e inizio marzo, perché febbraio resta l'unico mese che il meccanismo non gestisce da solo. Rolex ha sviluppato un sistema analogo — chiamato Saros — nel calibro 9001 dello Sky-Dweller dal 2012, con correzione necessaria a marzo.
Il calendario perpetuo gestisce tutto: mesi corti, mesi lunghi, anni bisestili. Un perpetuo ben costruito — come quelli IWC, Patek Philippe o Vacheron Constantin — non richiede correzione fino al 2100, quando il calendario gregoriano salta un anno bisestile che la maggior parte dei meccanismi non prevede. Quel salto è il limite del perpetuo standard.
Esiste poi una variante ancora più rara: il calendario perpetuo secolare. Integra la regola gregoriana per cui gli anni centuriali sono bisestili solo se divisibili per 400 — quindi 2100, 2200 e 2300 non sono bisestili, mentre 2400 lo è. IWC ha risolto questo problema con un ingranaggio da 400 anni composto da soli 8 componenti, opera di Kurt Klaus. La Portugieser Eternal Calendar funzionerà correttamente fino al 3999 senza intervento.
Sul piano costruttivo, i calendari perpetui complessi usano correttori incassati nei fianchi della cassa — pulsanti a punta — per regolare giorno, mese e anno senza estrarre la corona, riducendo il rischio di forzature. Il layout europeo classico posiziona il giorno a ore 9, la data a ore 12, il mese a ore 3. Patek Philippe con il ref. 5236P ha invece linearizzato tutto su una riga orizzontale con quattro dischi affiancati, una soluzione che trovo più leggibile di molti display tradizionali.
Il calendario perpetuo è considerato una delle tre complicazioni fondamentali della grand complication, insieme al cronografo e alla ripetizione minuti.