Il suono in orologeria non è un effetto collaterale: è una complicazione a sé, progettata con la stessa cura riservata al scappamento. La ripetizione dei minuti è la forma più alta di questa disciplina. Quando si aziona la spinta laterale, un treno di ruote campionatrice legge l'ora, e una serie di leve traduce quella lettura in colpi: ore sui bassi, quarti su una doppia nota, minuti sui toni acuti. Il risultato dipende da ogni anello della catena.
I gong sono il primo anello critico. Quelli classici sono in acciaio temprato, accordati a mano lima dopo lima finché la frequenza è giusta. I cathedral gong si avvolgono attorno al movimento per quasi due giri completi: la lunghezza maggiore produce una vibrazione più lunga, un fade più lento, un timbro più pieno. Patek Philippe nel calibro 5750 ha montato martelli in platino anziché in acciaio: la densità superiore trasferisce più energia cinetica al gong, migliora la ricchezza del colpo e prolunga il decay. Chopard nel L.U.C Full Strike è andato oltre, ricavando i gong da un blocco monolitico di cristallo di zaffiro accordato a Do diesis e Fa: il suono si avvicina al tintinnio di un bicchiere cristallino, senza le imperfezioni delle saldature. Audemars Piguet con la Supersonnerie ha montato i gong su una tavola armonica in cristallo di zaffiro da 0,6 mm, brevettando un sistema che agisce come cassa di risonanza interna prima ancora che il suono raggiunga la cassa.
La cassa stessa è il secondo anello. La soundbox, cioè il volume d'aria libero attorno al movimento, amplifica o soffoca tutto. Una cassa mal calcolata può vanificare gong perfetti. L'Hourstriker di Ulysse Nardin, sviluppato con Devialet, usa una membrana in titanio DLC da 0,3 mm collegata al gong tramite una barra di torsione: vibra come il diaframma di un altoparlante, spingendo aria verso l'esterno. Una soluzione alternativa, sempre su quel modello, convoglia le frequenze attraverso otto perforazioni sul fondello, raggiungendo 85 dB a 100 mm di distanza. La super-compressor case di Jaeger-LeCoultre nel Memovox sfrutta la geometria della doppia cassa per amplificare la risonanza dell'allarme.
Il carillon aggiunge un terzo martello e una terza nota, moltiplicando la complessità meccanica. I parametri che un orologiaio valuta all'ascolto sono chiarezza, ritmo tra i colpi, rumore di fondo del regolatore a rastrello, ricchezza timbrica e volume. Spesso sono in tensione tra loro: aumentare il volume tende a sporcare la chiarezza. Non esiste una formula. Esiste solo l'accordatura paziente, orecchio al banco.
La scala telemetrica sul quadrante dei cronografi si collega allo stesso principio fisico: la differenza di velocità tra luce e suono permette di calcolare la distanza da un evento che genera entrambi, come un fulmine o un'esplosione.