In orologeria il rubino svolge due funzioni distinte che non vanno confuse: tecnica e decorativa. Mescolarle è un errore che si paga al banco quando si valuta un pezzo.
La funzione tecnica è quella dei cuscinetti, chiamati in inglese jewels. Si tratta di rubino sintetico — ossido di alluminio con tracce di cromo, cresciuto in laboratorio secondo il processo Verneuil dalla fine dell'Ottocento. La sintesi garantisce durezza uniforme (9 sulla scala Mohs), assenza di porosità e geometrie riproducibili con precisione micrometrica. Usato come sede dei perni di bilanciere, ruote e scappamento, riduce l'attrito in modo misurabile e rallenta l'usura. Un movimento da polso convenzionale ne monta da 15 a 25; i calibri complessi ne richiedono di più. Il catalogo Elgin del 1942 indicava già 15 jewels come standard eccellente per un uomo. Il numero conta, ma conta di più dove sono posizionati: un rubino sul perno di bilanciere vale più di uno su un albero lento. Il conical jewel del Greubel Forsey Hand Made 2 è un caso estremo — rubino sintetico conico tagliato a mano, accoppiato a un rullo per misurare l'energia residua della molla — e dimostra fino a dove può spingersi la specializzazione di questo materiale. I mini rulli in rubino del Récital 26 Brainstorm di Bovet, regolabili con vite micrometrica su guida radiale, lavorano secondo lo stesso principio: minimizzare l'attrito senza sottrarre riserva di carica.
La funzione decorativa riguarda invece il rubino naturale, corundum con cromo in concentrazioni variabili, che produce tonalità che vanno dal rosso ciliegia al rosa acceso. Nessun esemplare è identico. Cartier ha costruito su questo materiale un codice visivo preciso: il cabochon di rubino sulla corona — e talvolta sul fondello — identifica i modelli in platino 950, mentre i modelli in oro bianco portano uno zaffiro. Non è una scelta arbitraria: il contrasto cromatico tra il rosso profondo e il bianco freddo del platino è cercato. La corona beaded con cabochon di rubino del Tank Cintrée Réédition ne è l'esempio più riconoscibile. In contesti differenti, come il Globetrotter di H. Moser, un rubino fissa strutturalmente il ponte ad arco sull'asse della mappa, assumendo contemporaneamente un valore simbolico — il Polo Nord — e una funzione meccanica reale.
La dicitura heart of ruby indica una selezione per saturazione massima del rosso, usata su quadranti e contatori dove la cromia deve restare leggibile a distanza. Non corrisponde a una classificazione gemmologica ufficiale: è una denominazione commerciale.