Almanacco del Cinturino

Pare-chute

Il pare-chute è un sistema di ammortizzazione degli assi del bilanciere brevettato da Abraham-Louis Breguet nel 1790: una delle poche invenzioni di quell'epoca che ha risolto un problema reale senza essere mai davvero superata nel principio. Prima di Breguet, una caduta o un urto violento spezzava quasi sempre i pivot del bilanciere — filetti sottilissimi, spesso meno di mezzo millimetro, che reggono l'organo regolatore nelle sue virole. Il pare-chute classico sostituisce i ponticelli rigidi con supporti elastici sagomati a forma di molla: quando arriva uno shock, i pivot cedono leggermente nella direzione dell'urto e poi ritornano in posizione. Il bilanciere sopravvive; senza ammortizzatore, quasi certamente no.

Dal banco ho visto aprire orologi del Settecento e dell'Ottocento con il pare-chute originale ancora funzionante dopo due secoli. La geometria della molla è semplice, ma la taratura è tutto: troppo rigida e non ammortizza, troppo morbida e il bilanciere si sposta durante la marcia normale. Breguet trovò l'equilibrio, e chi è venuto dopo ha avuto molto da studiare.

Breguet conserva il sistema nei calibri moderni della linea Tradition, dove è visibile a occhio nudo ed è parte della lettura estetica del movimento. Non è un omaggio decorativo: il calibro 505Q, per esempio, monta un pare-chute funzionale derivato direttamente dalla soluzione settecentesca.

De Bethune ha sviluppato la versione contemporanea più discussa: il triple pare-chute, brevettato dalla maison, sostituisce il singolo elemento elastico con tre punti di assorbimento indipendenti attorno all'organo regolatore. Il principio fisico resta quello di Breguet — cedimento elastico controllato dei supporti del bilanciere — ma la ridondanza tripla distribuisce le sollecitazioni su più assi e aumenta la capacità di recupero dopo urti fuori piano. Lo si trova su calibri come il DB2005, il DB2044 e il DB2115, a seconda del modello. Non è una soluzione puramente estetica: De Bethune lavora su bilancieri in titanio e silicio, materiali più leggeri ma anche più fragili ai colpi laterali rispetto al tradizionale acciaio, quindi la protezione potenziata ha una ragione tecnica precisa.

Altri costruttori usano sistemi analoghi con nomi propri — Incabloc e KIF sono i più diffusi nell'industria — ma il pare-chute rimane il riferimento storico da cui tutto parte. Chi restaura orologi antichi sa che trovare un pare-chute Breguet integro è una fortuna: le molle si stancano, si deformano, e replicarne una identica richiede un tornio e molta pazienza.

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