Almanacco del Cinturino

Escapement

Lo scappamento è il cuore regolatore di un movimento meccanico: riceve energia dal treno di ingranaggi e la distribuisce al bilanciere in impulsi controllati, permettendo al tempo di essere misurato. Senza di esso il movimento girerebbe libero, senza misura. Il termine inglese escapement è entrato nell'uso corrente anche in italiano, soprattutto tra tecnici e collezionisti, dove convive con scappamento e scappata.

Il tipo dominante nel ventesimo secolo è lo scappamento a leva svizzera, robusto e relativamente semplice da produrre. Ha però un limite intrinseco: l'impulso al bilanciere passa attraverso superfici di scorrimento che si consumano e richiedono lubrificazione periodica. George Daniels risolse questo problema nel 1975 con il Co-Axial, che separa la funzione di impulso da quella di blocco, riducendo drasticamente l'attrito. Omega lo adottò in produzione nel 1999; oggi è montato su tutti i calibri moderni della casa. L'idea è semplice, l'esecuzione no: ci volle quasi un quarto di secolo perché qualcuno la industrializzasse.

La lubrificazione è il punto debole storico di qualsiasi scappamento a leva. Il silicio ha cambiato l'equazione: leggero, antimagnetico, durissimo e chimicamente inerte, non assorbe olio né lo disperde. Ulysse Nardin fu tra i primi a usarlo in produzione su scala reale con il DIAMonSil, dove la base in silicio è rivestita di diamante; Rolex ha risposto con il Chronergy, in nichel-fosforo lavorato a LIGA, che migliora l'efficienza energetica del 15% rispetto allo scappamento a leva classico. Grand Seiko ha sviluppato il Dual Impulse, abbinato alla bilancia libera, portando la frequenza a 5 Hz con una geometria che migliora la resistenza agli urti. Nomos ha il proprio Swing System, regolato in sei posizioni, presente su tutta la gamma in-house.

Lo scappamento a doppia ruota naturale, concepito originariamente da Abraham-Louis Breguet, è un'altra strada: due ruote di scappamento trasmettono impulso diretto al bilanciere senza passare per l'ancora, guadagnando circa il 30% di efficienza rispetto alla leva svizzera. Kari Voutilainen lo porta avanti nella sua tradizione costruttiva; ogni esemplare richiede attorno alle 565 ore di lavorazione. Urban Jürgensen usava invece il detent escapement di Derek Pratt e Mojon, un tipo pensato per cronometri da marina, sensibilissimo agli urti ma straordinariamente pulito nell'impulso.

Il constant force escapement, o remontoire, non è propriamente uno scappamento diverso ma un dispositivo interposto: una molla secondaria, ricaricata a intervalli regolari dal treno principale, eroga energia costante al bilanciere indipendentemente dallo stato di carica. A. Lange & Söhne lo usa nel Zeitwerk per proteggere il bilanciere dagli impulsi bruschi del cambio dei dischi. Il fenomeno opposto, il knocking, si verifica invece quando l'ampiezza del bilanciere è eccessiva per la geometria dell'ancora: il perno d'impulso colpisce male la forcella e l'efficienza cade. È qualcosa che si sente al banco, non si legge solo sui libri.

Vuoi scoprire di più?