Il calendario perpetuo è la complicazione che separa un orologio che conta i giorni da uno che capisce il calendario. La differenza è sostanziale: un movimento con calendario semplice avanza di una casella al giorno e basta; un calendario perpetuo conosce quanti giorni ha ogni mese, sa quando arriva febbraio, e aggiunge il 29° giorno ogni quattro anni senza che tu debba toccare nulla.
Il meccanismo si basa su una serie di ruote dentate che codificano le durate variabili dei mesi — 28, 29, 30 o 31 giorni — e le traducono in avanzamenti differenziati. La ruota dell'anno bisestile compie un giro completo in quattro anni: è lei a decidere se febbraio si ferma al 28 o va al 29. Le indicazioni standard sono data, giorno della settimana, mese e ciclo bisestile. La fase lunare compare spesso, ma è tecnicamente separata: nel calibro IWC il disco lunare si discosta di un giorno ogni 577,5 anni, un errore trascurabile su scala umana.
La soglia del 2100 è il limite che distingue il calendario perpetuo standard dal calendario perpetuo secolare. Il calendario gregoriano stabilisce che gli anni terminanti in 00 non sono bisestili, salvo quelli divisibili per 400: quindi 2100, 2200, 2300 sono anni comuni, mentre 2400 è bisestile. Un perpetuo tradizionale sbaglia in quei tre punti. Un perpetuo secolare — IWC lo realizza con un ingranaggio da 400 anni composto da soli 8 componenti — salta automaticamente quei tre anni bisestili e rimane corretto fino al 3999. Patek Philippe, Audemars Piguet e pochi altri hanno sviluppato soluzioni proprie per lo stesso problema.
Tra il calendario annuale e il perpetuo esiste anche il calendario quadriennale, che corregge automaticamente i mesi corti ma richiede un intervento manuale ogni quattro anni al passaggio dal 29 febbraio al 1° marzo. È un compromesso onesto, spesso sottovalutato.
La realizzazione integrata — come nel calibro 5133 di Audemars Piguet per il Royal Oak — distribuisce tutte le funzioni su un piano unico invece di sovrapporre moduli, il che riduce lo spessore in modo significativo. I moduli aggiuntivi, come quelli sviluppati da Agenhor, permettono invece di innestare la complicazione su movimenti base già esistenti. Entrambi gli approcci sono validi; quello integrato è più difficile da progettare e da revisionare. Quando si porta un perpetuo in laboratorio per la revisione, va rimontato e regolato con attenzione: la posizione delle ruote del calendario al momento dello smontaggio deve essere registrata, altrimenti si perde il riferimento del ciclo bisestile.