Il bilanciere è il cuore regolatore di ogni movimento meccanico: oscilla avanti e indietro a frequenza costante, e ogni sua oscillazione autorizza lo scappamento a liberare un dente della ruota di scappamento. Senza di lui non c'è misura del tempo. Lavora sempre in coppia con la sua spirale, la hairspring, che lo richiama al centro dopo ogni escursione.
La geometria del supporto conta quanto la ruota stessa. Il balance cock — il ponticello a sbalzo che regge l'asse superiore — è la soluzione storica, spesso inciso a mano come nel Kudoke 3 Nocturne, dove porta il simbolo dell'infinito della manifattura. Il balance bridge attraversa invece il movimento su due punti di fissazione: il calibro 3135 di Rolex lo adotta proprio per questo, ottenendo una tenuta migliore agli urti e una migliore coerenza nelle sei posizioni. Panerai porta il concetto ancora più lontano nel P.980, con un traversing balance bridge che contribuisce direttamente alla certificazione su sei posizioni.
La regolazione della frequenza si ottiene modificando l'inerzia della ruota. Nel sistema classico si agisce su una molla di regolazione che tocca la spirale: funziona, ma introduce sensibilità alle variazioni magnetiche e termiche. Il free-sprung balance elimina quel contatto: la spirale è libera, e la frequenza si corregge spostando viti eccentriche sulla ruota. Nel KV21 queste masse sono in oro rosa; nel Balancier 3 di Carl F. Bucherer sono sei viti in oro; nel SA-30W di Seiko Astron sono quattro blocchi cilindrici. Il risultato pratico è una stabilità superiore nel tempo, meno deriva dopo una magnetizzazione accidentale, meno variazione al cambio di posizione. Per questo il free-sprung è diventato lo standard dell'alta orologeria seria.
La spirale è l'altro mezzo della coppia. In acciaio tradizionale reagisce ai campi magnetici e alle variazioni di temperatura. Le alternative industrialmente consolidate sono Nivachron — lega a base di titanio e niobio, usata da ETA e Sellita tra gli altri — e Parachrom di Rolex, lega proprietaria. Entrambe riducono sensibilmente la deriva magnetica. Il silicio piatto, usato da Breguet nel calibro 581DPE, va oltre: è amagnetico, non necessita di lubrificazione, ma la lavorazione è delicata e i costi restano elevati. La cylindrical hairspring con curve terminali Berthoud del FB 3SPC di Ferdinand Berthoud rappresenta invece la soluzione opposta: lavorazione a mano, tecnica del XVIII secolo, risultati metrологici dimostrabili.
Esistono infine architetture a due bilancieri. AP ha introdotto il double balance wheel nel 2016 nel Royal Oak Openworked calibro 3132. Armin Strom usa invece la risonanza: due bilancieri indipendenti che si influenzano reciprocamente tendono a sincronizzarsi e a compensare le rispettive deviazioni. Dal banco ho visto movimenti con questa configurazione: l'effetto cronometrico esiste, anche se la sua entità dipende molto dalla precisione dell'assemblaggio.