La tolleranza di marcia è lo scarto massimo ammesso tra il tempo segnato da un movimento e il tempo reale, espresso in secondi al giorno. Non è un difetto: è una specifica dichiarata dal costruttore o verificata da un ente terzo. Capire come si legge cambia tutto nella valutazione di un orologio.
Uno standard automatico senza certificazione si attesta di solito tra -15 e +25 secondi al giorno, talvolta peggio. Il COSC, ente indipendente che certifica i cronometri svizzeri, impone una tolleranza di -4/+6 secondi al giorno su movimenti testati smontati per 15 giorni in cinque posizioni e a tre temperature. Dal 2023 esiste anche il COSC Excellence Chronometer, più severo: -2/+4 secondi, test magnetici fino a 200 gauss, cinque giorni aggiuntivi con robot indossatore che simula l'uso reale. La differenza tra i due standard è sostanziale al banco.
METAS, l'Istituto Federale Svizzero di Metrologia, ha introdotto nel 2015 con Omega il Master Chronometer: tolleranza 0/+5 secondi al giorno, ma testata sul movimento già montato in cassa, non sul calibro nudo. Include verifica della resistenza magnetica certificata fino a 15.000 gauss e controllo dell'impermeabilità dichiarata. Il fatto che METAS auditi anche i processi COSC dice qualcosa sul livello di rigore. Rolex ha scelto la strada interna con il Superlative Chronometer: -2/+2 secondi al giorno, più stretto di qualsiasi standard COSC, verificato sul movimento terminato. Il Patek Philippe Seal porta la tolleranza a -3/+2 sul calibro certificato.
Esistono poi tolleranze asimmetriche dichiarate dai produttori senza certificazione esterna. Il Soprod P024 montato su certi Hanhart è regolato 0/+8: non ritarda mai, ma può avanzare fino a otto secondi. Scelta tecnica precisa, non approssimazione. Miyota sul Caliber 82 lavora la molla a bariletto con tolleranza dimensionale di 0,01 mm nel processo di arrotolatura: la tolleranza meccanica a monte influisce sulla costanza dell'energia erogata e quindi sulla stabilità della marcia nel tempo.
Grand Seiko con la tecnologia MEMS porta la questione a un altro piano: la ruota di scappamento viene sagomata con tolleranze dell'ordine del milionesimo di grammo, rendendo i componenti più leggeri del 5% e riducendo il consumo energetico dello scappamento. Qui la tolleranza non è più solo una specifica di marcia: è un parametro di progettazione geometrica. ETA distingue i propri movimenti in gradi qualitativi — Standard, Elaboré, Top Grade, Chronometer — dove ogni livello porta tolleranze di lavorazione, finiture e precisione progressivamente più strette sulla stessa base meccanica.
Al banco, la tolleranza dichiarata vale poco senza sapere in quali condizioni è stata misurata. Un COSC testato in laboratorio su movimento nudo non garantisce le stesse prestazioni una volta montato in cassa, indossato e invecchiato. METAS ha ragione su questo punto.