Almanacco del Cinturino

Secondi a scatto

Il termine inglese deadbeat seconds — in francese seconde morte — indica una complicazione meccanica in cui la lancetta dei secondi avanza per impulsi discreti, uno al secondo, fermandosi nettamente su ogni marcatore prima di saltare al successivo. Non è un difetto, non è un'imitazione del quarzo: è una scelta costruttiva deliberata, nata nei regolatori da osservatorio del Settecento e perfezionata dai grandi cronometristi marini, John Arnold in testa.

La distinzione fondamentale da tenere a mente è questa: in un movimento meccanico convenzionale la lancetta dei secondi scorre in modo quasi continuo perché ogni oscillazione del bilanciere produce un piccolo avanzamento; nei secondi a scatto, invece, un organo intermedio — una molla, una ruota di rinvio, un sistema a stella — accumula l'energia di più oscillazioni e la rilascia tutta insieme ogni secondo esatto. La lancetta non trema, non oscilla: si ferma, aspetta, salta. L'effetto al banco è immediatamente riconoscibile e, per chi sa guardare, è più difficile da costruire bene di quanto sembri.

Le architetture usate per ottenere questo risultato sono diverse. Nel calibro A11 di Habring² una molla aggiuntiva con ingranaggio dedicato rilascia l'energia ogni secondo; nel Garrick S3 una molla deadbeat collega la ruota centrale alla ruota di rinvio inverso, visibile dal fondello; nell'A. Lange & Söhne Richard Lange Jumping Seconds una stella a cinque punte ruota ogni cinque secondi e un'asta chiamata flirt viene bloccata e rilasciata dai suoi vertici; nel calibro RRCC 02 di Rexhepi il meccanismo è alimentato da un secondo bariletto separato, con funzione di azzeramento. Jaeger-LeCoultre chiama la stessa funzione True Second; De Bethune la integra nel Kind of Two GMT come jumping dead-seconds. I nomi cambiano, la logica meccanica è la stessa.

Vale la pena notare che il deadbeat non riguarda solo i secondi: Jaeger-LeCoultre ha applicato lo stesso principio alla lancetta dei minuti nel Calibre 184, dove lo gyrotourbillon governa un avanzamento minuto per minuto altrettanto netto. E nell'Arnold & Son Constant Force Tourbillon 11 il display a scatti è una conseguenza diretta del sistema a forza costante, che rilascia energia ogni minuto producendo automaticamente il caratteristico movimento a tick.

Dal punto di vista della lettura, i secondi a scatto permettono di leggere il tempo con una precisione al secondo senza ambiguità: la lancetta è ferma o ha già saltato, non sta nel mezzo. Per questo erano lo standard dei regolatori da osservatorio prima dell'era elettronica. Oggi sono una complicazione cercata da collezionisti consapevoli, non perché sia rara in assoluto, ma perché richiede che il costruttore sappia controllare l'energia in modo pulito senza perdere la riserva di carica.

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