Almanacco del Cinturino

Qualità

In orologeria la parola qualità non ha un solo significato: dipende da cosa si misura e da chi certifica. Dal banco ho imparato a distinguere tre livelli di lettura — la precisione funzionale, la finitura estetica e la solidità costruttiva — perché un orologio può eccellere in uno e deludere negli altri due.

Sul fronte della precisione, il riferimento più noto rimane la certificazione COSC, che impone una tolleranza di −4/+6 secondi al giorno su ogni calibro testato individualmente. Ma esistono standard alternativi e, in alcuni casi, più severi. Il Master Chronometer di METAS — adottato da Tudor tra gli altri — garantisce 0/+5 secondi al giorno con una resistenza ai campi magnetici superiore a 15.000 gauss. La Qualité Fleurier, che riguarda i movimenti Chopard L.U.C, è forse il protocollo più stringente del settore perché verifica il movimento montato nella cassa e lo sottopone a cicli di usura simulata. La certificazione Minerva Laboratory Test 500H indica invece un collaudo di durata estesa — probabilmente 500 ore — sviluppato internamente dalla manifattura per il calibro M13.26.

Sul fronte della finitura, il Poinçon de Genève — detto anche Hallmark of Geneva — è il marchio che certifica costruzione, assemblaggio e finitura secondo le normative del Cantone di Ginevra. Non basta avere un buon calibro: il movimento deve essere realizzato fisicamente a Ginevra e rispettare criteri precisi su ogni componente visibile. Roger Dubuis lo applica sistematicamente a tutta la produzione; Vacheron Constantin lo porta anche sui modelli Overseas. Trovarlo su un orologio in acciaio è ancora relativamente raro.

Tra le certificazioni di fascia media, il grado Élaboré di Sellita si colloca tra lo Standard e il Top Grade. Comporta regolazione in tre posizioni, tolleranza media di ±5 secondi al giorno e finiture visibili come côtes de Genève, perlage, viti bluate e rotelle smerlate. Il grado Soignée di La Joux-Perret rappresenta invece il livello più alto della manifattura, con lavorazioni manuali su ponti e rotore.

Alcune manifatture adottano protocolli propri senza marchi esterni. Armin Strom, per esempio, assembla ogni movimento due volte: montaggio completo, ispezione, smontaggio, verifica di ogni componente e rimontaggio definitivo. È un approccio costoso in termini di tempo, ma elimina quasi completamente le derive di regolazione post-assemblaggio.

Nelle ripetizioni minuti la qualità si ascolta oltre che si vede: Patek Philippe giudica l'armonia tra il rintocco delle ore, i quarti e i minuti, la durata del suono e la profondità del gong. Sono parametri che non compaiono in nessuna certificazione scritta ma che distinguono un pezzo riuscito da uno semplicemente corretto. Per certi aspetti è la forma più onesta di controllo qualità che conosco.

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