In orologeria la potenza non è un valore fisso: è una curva. La molla principale eroga coppia massima quando è carica e coppia minima quando si è quasi scaricata, e questa variazione è il problema centrale che ogni costruttore di movimenti cerca di risolvere. Il mainspring stesso — una spirale in lega antimagnetica come Nivaflex, composta da cobalto, nichel e cromo per resistere alla fatica metallica — è la sorgente di tutta l'energia del movimento. Ma essere una buona sorgente non significa erogare in modo regolare.
Il treno di ruote trasferisce questa energia dalla molla al bilanciere attraverso una sequenza di ruote dentate di diametro progressivamente decrescente. Ogni giunzione è un punto dove la potenza si perde per attrito o si trasmette in modo irregolare. Ruote più grandi, come quelle scelte da Vianney Halter nella sua La Resonance, hanno conteggi di denti superiori e permettono una trasmissione più dolce. È una soluzione meccanica pulita, senza brevetti né elettronica.
Le soluzioni storiche al problema della coppia irregolare sono quattro: la stackfreed, la fusée-and-chain, il remontoire e lo scappamento a forza costante. La fusée è la più elegante geometricamente. Una catena collega il barile a un cono: quando la molla è tesa e produce forza massima, la catena scorre sul lato stretto del cono riducendo la leva; man mano che la coppia cala, la catena si sposta verso la base più larga, aumentando la leva. I due effetti si compensano. Ferdinand Berthoud la usa ancora oggi nel FB1. Il remontoire lavora diversamente: ricarica una piccola molla ausiliaria a intervalli regolari — ogni dieci secondi nel Lederer 9012 — così il bilanciere riceve sempre la stessa spinta, indipendentemente dallo stato del barile principale.
La strada moderna passa per lo stop-work. Il sistema Geneva classico scarta i primi e gli ultimi giri del barile, dove la coppia è più irregolare. Armin Strom ha sviluppato una versione adattata ai movimenti automatici — la Declutch stop-work — che lascia scivolare la molla nei giri inutilizzabili invece di bloccarla, garantendo potenza uniforme dall'avvio fino alla fine della riserva di marcia. I barili in serie, come nel calibro MSA01 di MeisterSinger, distribuiscono il carico su due serbatoi che si caricano contemporaneamente, appiattendo la curva di coppia complessiva.
Il micro-rotore in platino del calibro 31-260 di Patek Philippe affronta il problema dall'altro lato: non uniforma l'erogazione ma aumenta l'efficienza di carica del 20% rispetto alla generazione precedente, riducendo il tempo trascorso nelle zone di bassa tensione. Lo stesso principio di efficienza guida la Magic Lever di Seiko, introdotta nel 1959, che riduce le perdite durante la rotazione del rotore automatico. Dal banco, quello che vedo ancora oggi è che la maggior parte degli orologi di serie lavora con una banda utile di coppia che è circa il 60% della riserva nominale. Il resto è margine dichiarato, non margine reale.