Almanacco del Cinturino

Ore del Mondo

Louis Cottier brevetta la soluzione nel 1931, e da allora la logica di fondo non è cambiata: un anello rotante con le città di riferimento, abbinato a un disco o scala da 24 ore, permette di leggere simultaneamente l'ora in tutti i fusi orari senza fare un solo calcolo a mente. Questa è la differenza sostanziale rispetto al GMT, che mostra un secondo fuso unico tramite una lancetta aggiuntiva — utile per chi vola spesso tra due punti fissi, ma insufficiente per chi coordina chiamate con tre continenti diversi.

Il sistema Cottier canonico usa due anelli concentrici: quello esterno porta i nomi delle città (una per fuso, ventiquattro in tutto), quello interno divide la giornata in archi chiari e scuri per distinguere il giorno dalla notte. Allineata la propria città con l'ora locale corrente, si legge di riflesso l'ora di ogni altra zona. La Patek Philippe ha industrializzato questo principio nel calibro 240 HU — dove HU sta per Heures Universelles — con un sistema brevettato a pressione singola che fa avanzare insieme ora locale, anello città e disco 24 ore senza fermare il movimento.

Nel tempo i costruttori hanno reinterpretato la meccanica in modi anche molto distanti dall'originale. Bovet nel Récital 30 sostituisce i dischi con ventissei rulli in PVD nero: ventiquattro per le città, uno per il periodo UTC, uno per l'ora mondiale. Due pulsanti laterali governano rispettivamente la rotazione dei rulli di 90 gradi — per adattarsi ai quattro periodi stagionali UTC, AST, EAS, EWT — e l'avanzamento dell'ora fuso per fuso. Nomos nel Club Sport Neomatik usa un pusher a ore 2 per scorrere i codici IATA sull'anello città, con un sottoquadrante 24 ore a ore 3 e una scala fissa ± per calcolare i fusi rimanenti. Sono architetture diverse che rispondono alla stessa domanda.

Un dettaglio che vedo spesso trascurato: alcuni anelli città riportano un simbolo solare accanto a certi nomi per segnalare le zone che osservano l'ora legale stagionale. Non è un ornamento — è informazione operativa. Chi lavora con mercati americani ed europei sa che nei giorni di transizione il divario tra i fusi cambia di un'ora, e un anello senza quella indicazione costringe comunque alla conversione mentale.

I moduli per questa complicazione vengono spesso forniti da specialisti esterni: Dubois-Depraz è il nome più ricorrente in questo segmento, con moduli che si integrano su basi standard come la Sellita SW200. Questo non riduce la complessità del design del quadrante, che in un buon orologio con ore del mondo resta probabilmente la sfida grafica più difficile dell'intero settore.

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