La molla motrice è l'unica sorgente di energia in un orologio meccanico: tutto il resto del movimento non fa che gestirla, distribuirla o frenarne il rilascio. È una striscia d'acciaio temperato, avvolta a spirale all'interno di un cilindro chiamato bariletto, che accumula energia sotto tensione e la cede progressivamente al treno degli ingranaggi. Comprendere come funziona significa capire quasi tutto il resto dell'orologeria meccanica.
Il problema fondamentale della molla è che non eroga coppia costante: quando è completamente carica spinge forte, quando è quasi scarica spinge poco. Su una molla standard di 25-30 cm questa curva di decadimento è gestibile, ma non trascurabile. Per questo esiste un'intera famiglia di soluzioni tecniche che cercano di raddrizzarla. La fusée-and-chain, presente già negli orologi da tasca del Settecento e ancora montata su certi calibri contemporanei, compensa il calo con una puleggia a diametro variabile collegata al bariletto tramite una catena. Il remontoir d'égalité spezza il treno in due sezioni e ricarica periodicamente un piccolo serbatoio intermedio, isolando il bilanciere dalle variazioni di coppia. I meccanismi a forza costante moderni, come quelli presenti nel calibro L034.1 di A. Lange & Söhne o nello scappamento costante di Girard-Perregaux, intervengono ancora più a valle, stabilizzando la spinta proprio all'ingresso dell'escapement. Lo scappamento a leva tradizionale, dal canto suo, dissipa fino al 30% dell'energia disponibile: è il principale collo di bottiglia del sistema.
La lunghezza della molla determina direttamente la riserva di carica. Una molla standard dà 40-50 ore. Una molla di 3 metri, come quella dell'Haute-Rive Honoris alloggiata in una camera ricavata direttamente dalla platina, sale a circa 1.000 ore. Il Panerai Jupiterium monta otto bariletti per una molla collettiva di 32 metri. La soluzione più diffusa per estendere la riserva senza esagerare con le dimensioni è affiancare due bariletti in configurazione sincrona, come nel Louis Moinet LM135 che raggiunge 96 ore con una coppia di scarica regolare. Miyota, sul calibro 82, taglia le strisce di acciaio a 1 mm di larghezza con tolleranza di 0,01 mm e le sottopone a trattamento termico su tutta la lunghezza: anche a questo livello industriale la consistenza della molla conta.
Dal banco aggiungo una cosa che le riviste raramente dicono: ogni calibro ha una finestra di coppia ottimale, e molti orologi tengono meglio la precisione con la molla a metà carica che con quella piena o quasi scarica. Vale la pena osservare il comportamento del proprio orologio nelle prime ore dopo la carica rispetto alle ultime, prima di trarre conclusioni sulla precisione del movimento.