Almanacco del Cinturino

Lunetta

La lunetta è l'anello che circonda il cristallo sul lato frontale della cassa: apparentemente semplice, in realtà è uno degli elementi più variabili e tecnicamente densi dell'intero orologio. Prima distinzione da fare: fissa o girevole. La lunetta fissa è parte integrante della struttura della cassa — può portare una scala tachimetrica, come nei cronografi, oppure essere puramente decorativa, come nei Datejust con lunette in oro o con diamanti taglio baguette adattati uno a uno alla geometria irregolare dell'anello. La lunetta girevole aggiunge una funzione di misurazione indipendente dal calibro.

Tra le girevoli, la distinzione più importante è quella tra unidirezionale e bidirezionale. La lunetta unidirezionale ruota solo in senso antiorario: se viene urtata accidentalmente, il tempo segnato aumenta anziché diminuire, per cui il subacqueo legge sempre il tempo rimanente per difetto, mai per eccesso. È un requisito di sicurezza, non un vezzo estetico. Alcuni costruttori — Yema con il bezel-lock del Superman, Squale con il sistema push-to-release della 2001 — aggiungono meccanismi di blocco che impediscono qualsiasi rotazione involontaria. La bidirezionale, invece, gira in entrambi i sensi ed è usata per leggere un secondo fuso orario su scala 24 ore, o per il timing in aviazione.

Esiste poi la lunetta interna, soluzione adottata da Longines sul Legend Diver e da Bremont con il Roto-Click: l'anello graduato è alloggiato sotto il cristallo e azionato da una corona dedicata. Il vantaggio è la protezione totale da sabbia, urti e manipolazioni accidentali; il clic rimane percepibile, ma viene trasmesso attraverso la corona anziché dall'anello esterno.

Sul piano dei materiali, la storia va dalla bachelite degli anni Cinquanta — plastica fenolica usata sui primissimi GMT-Master, oggi ricercatissima dai collezionisti — all'alluminio anodizzato, alla ceramica. Rolex chiama Cerachrom la propria ceramica monoblocco: antigraffio, resistente ai raggi UV, con incisioni riempite in oro via PVD. Il nuovo Daytona usa una variante a base di zirconia e carburo di tungsteno che vira verso un aspetto metallico. Omega ha usato per lo Speedmaster X-33 Marstimer un alluminio anodizzato ossalico color rosso ematite. Artya ha lavorato il zaffiro con trattamento NanoSapphire per ottenere quattro colori su un unico blocco.

Le lavorazioni superficiali contano quanto il materiale. Il Clou de Paris — motivo a piramidi microscopiche — è una decorazione tradizionale che compare su lunette di manifattura come Piaget. La fresatura knurled crea micro-righe che migliorano la presa. La Super-LumiNova può essere iniettata direttamente nell'inserto per rendere leggibile la scala dei 60 minuti al buio. Dal banco vedo spesso collezionisti che sottovalutano lo stato della lunetta: su un vintage, graffi sul bezel in alluminio o sbiadimento dell'anodizzazione segnalano l'età autentica del pezzo — lucidarla o sostituirla abbatte il valore.

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