Almanacco del Cinturino

Lacca

La lacca in orologeria non è un materiale solo: è una famiglia di tecniche che vanno dalla resina vegetale giapponese ai compound sintetici moderni, con processi e risultati radicalmente diversi. Confonderli è l'errore più comune che vedo fare, anche da chi vende orologi da anni.

Il capostipite è l'urushi, ricavata dalla linfa dell'albero Toxicodendron vernicifluum, coltivato in Asia orientale. Allo stato grezzo è altamente tossica. Dopo filtrazione e raffinazione, viene applicata a mano sul quadrante in strati successivi, ciascuno levigato prima del successivo. L'indurimento avviene per assorbimento di umidità dall'aria, non per evaporazione: questo spiega perché i tempi di asciugatura arrivano a due mesi. Con gli anni la superficie diventa più dura, non più fragile. Kurono Tokyo, tra i pochi che la usano sistematicamente oggi, registra sul quadrante urushi il tasso di scarto più alto dell'intera produzione: una particella di polvere durante l'essiccazione basta per scartare il pezzo.

Dall'urushi derivano tecniche più elaborate. Lo shibo-urushi mescola la resina con pigmenti e albume d'uovo, ottenendo una pasta viscosa che l'artigiano può modellare; levigatura, polvere di stagno o frammenti di conchiglia completano il motivo. Il maki-e, letteralmente «quadro cosparso», prevede la cosparsa di microparticelle di oro o argento sulla lacca ancora fresca: è tra le arti decorative giapponesi più difficili da padroneggiare, praticata oggi da pochissimi maestri. Una copertura finale in suki-urushi trasparente sigilla il tutto.

In ambito occidentale il termine lacca indica prodotti diversi. Lo zapon è una lacca monocomponente applicata a mano su quadranti galvanici per proteggerli a lungo termine — nell'HYT Hastroid Rainbow, il laccatore Yan Patriarca lo stende in strati multipli per costruire un effetto cromatico progressivo. I quadranti gilt vintage sfruttano la lacca trasparente come maschera selettiva durante la galvanica: la vernice nera aderisce solo al metallo esposto, lasciando in rilievo i caratteri color ottone. Su quadranti moderni come il Polaris Chronograph di Jaeger-LeCoultre, 35 strati di lacca trasparente sovrapposti generano gradienti colore che nessun processo industriale rapido può replicare.

L'effetto fumé e il degradé sono varianti dello stesso principio: lacca spruzzata a mano in concentrazioni crescenti verso il perimetro, così il centro risulta più chiaro e il bordo più saturo. Tecnica semplice da descrivere, difficile da eseguire in modo uniforme su scala di produzione.

Un avvertimento dal banco: le bolle visibili sotto la lacca nei Tudor Submariner ref. 7016 Mk2 — le cosiddette bubble dials — non sono difetti trascurabili né caratteristiche desiderabili in sé. Nascono da infiltrazioni d'acqua o da porosità nel substrato. Il collezionismo le ha mitizzate, ma indicano un problema di esecuzione o di conservazione, non una variante intenzionale.

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