Almanacco del Cinturino

Indicazione delle ore non convenzionale

L'orologeria convenzionale ha risolto il problema della lettura dell'ora con due lancette su un quadrante circolare. Tutto il resto è un tentativo di fare la stessa cosa in modo diverso, e quei tentativi si contano ormai a decine. Li chiamo collettivamente «indicazione non convenzionale» perché mettono in discussione non la precisione del movimento, ma il modo in cui il risultato arriva all'occhio.

Il filone più antico è quello delle ore erranti, wandering hours, documentato nel XVII secolo: dischi con i numeri delle ore scorrono su una scala dei minuti invece di stare fermi al centro. Audemars Piguet lo ha miniaturizzato negli anni Novanta con il brevetto Star Wheel, dove dischi trasparenti portano i numerali e ruotano su un arco di 120 gradi. Il principio è lo stesso: il numero viene da te, non ci giri intorno con gli occhi.

Urwerk ha costruito un'identità intera sui satelliti: blocchi orari montati su croci di Ginevra, portati in sequenza davanti alla scala dei minuti da un carosello rotante. Nell'UR-120 ogni satellite è stato scomposto in due sotto-elementi per ridurne lo spessore e migliorare la leggibilità; nell'UR-220 i blocchi sono in Super-LumiNova massiccio, con un effetto notturno difficile da ignorare. La logica rimane quella delle wandering hours, ma la costruzione è da manifattura del XXI secolo.

HYT ha introdotto nel 2012 un principio completamente diverso: due liquidi immiscibili in un capillare di vetro curvato intorno al quadrante. Il menisco tra fluido colorato e fluido trasparente indica l'ora; due soffietti a ore 6 regolano il flusso. È un sistema meccanico a tutti gli effetti, anche se non ha ruote dentate nella parte visibile. Il passato è da un lato, il futuro dall'altro, il presente è la giunzione.

Il Kudoke 3 usa tre braccia di lunghezza diversa che si alternano tra due livelli del quadrante: le ore leggibili nel piano inferiore su una scala tripla, i minuti nell'anello superiore. A ore 2, 6 e 10 due braccia sono visibili simultaneamente durante il cambio. La complicazione è meccanica ma la lettura richiede un momento di adattamento.

La complicazione butterfly o papillon, associata a Daniel Roth e ripresa da Bulgari, usa due indicatori trapezoidali che si alternano su una scala semicircolare: quando uno entra, l'altro esce. Diverso ancora il displaced time display del Dwiss M3, che dispone ore, minuti e secondi su anelli concentrici separati con il principio che l'indicazione più lenta stia al bordo e la più veloce al centro.

Quello che accomuna tutti questi sistemi è un costo meccanico reale: più parti, più attriti, più punti di possibile deriva nel tempo. La leggibilità è quasi sempre inferiore a una lancetta classica ben proporzionata. Il valore non è funzionale, è concettuale. Chi li fa lo sa, chi li compra lo sa. Al banco, quando qualcuno me li porta per una revisione, la prima cosa che faccio è capire se esiste ancora il costruttore originale, perché per molti di questi movimenti non esiste alternativa.

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