Almanacco del Cinturino

Equazione del Tempo e Fusi Orari

Il tempo che un orologio misura e il tempo che il sole descrive non coincidono mai: questa tensione è il motore di almeno tre famiglie di complicazioni distinte, spesso confuse tra loro. Vale la pena tenerle separate.

L'equazione del tempo è la più antica delle tre. Mostra la differenza tra il tempo solare medio — quello che scandisce ogni nostro orologio — e il tempo solare vero, cioè la posizione reale del sole sull'eclittica. La differenza può arrivare a sedici minuti nel corso dell'anno, per via dell'orbita ellittica terrestre e dell'inclinazione dell'asse. Su un quadrante, si traduce in una lancetta o in un settore a kidney che oscilla in avanti e indietro rispetto allo zero. È una complicazione rara: richiede una camma sagomata su 365 giorni, costruita una volta sola e non ripetibile in serie senza errori.

Il GMT — il nome viene da Greenwich Mean Time, oggi tecnicamente sostituito da UTC — è una cosa diversa. Aggiunge una lancetta centrale a 24 ore che gira in modo indipendente rispetto alle lancette principali, leggibile su una scala esterna o sulla lunetta. Nel Rolex Explorer II del 1655 quella lancetta non era indipendente: seguiva le ore e serviva solo a distinguere il mattino dal pomeriggio. Dal calibro 3085 in poi la lancetta poteva essere regolata separatamente, e solo allora si può parlare di vero GMT. La distinzione non è accademica: cambia il modo in cui si regola l'orologio in viaggio.

Il dual time — chiamato anche travel time quando include indicatori giorno/notte — sposta il secondo fuso su un sottoquadrante o su una lancetta dedicata, lasciando le lancette principali sull'ora locale. Patek Philippe nel Travel Time aggiunge due finestre distinte per il ciclo diurno dei due fusi; Moser nasconde la lancetta del secondo fuso dietro quella delle ore quando non serve. Sono scelte progettuali che riflettono filosofie di lettura diverse.

La complicazione world time, brevettata da Louis Cottier e adottata da Patek Philippe, porta questo ragionamento a 24 fusi simultanei tramite un anello rotante con i nomi delle città. Breguet ha brevettato un sistema a pulsante che cambia istantaneamente lancette, data e indicatore giorno/notte senza lancetta GMT aggiuntiva. Bovet con l'Orbis Mundi regolatarli tutti con una singola operazione sulla corona.

Sul versante opposto rispetto alla complessità, lo Zulu Time è semplicemente UTC letto con il codice fonetico NATO: la Z di Zulu indica il meridiano zero, e i piloti lo usano ancora oggi per le comunicazioni di volo. Nessuna meccanica speciale, solo una convenzione che evita ambiguità tra fusi.

Una nota a margine per chi lavora con missioni spaziali: un Sol marziano dura 24 ore, 39 minuti e 35 secondi terrestri. L'Omega X-33 Marstimer ha una funzione dedicata per sincronizzare il tempo sulla superficie con il controllo da Terra. Non so se altri costruttori abbiano mai prodotto un orologio con vera meccanica marziana; quello che conosco lavora in digitale.

Aggiornato il · Antonio Zichichi

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