Almanacco del Cinturino

Composito

In orologeria il termine composito non descrive un singolo materiale ma un'intera logica costruttiva: due o più materie prime incompatibili per natura vengono unite in modo permanente per ottenere proprietà che nessuna delle due possiede da sola. Dal banco ho visto questo approccio diventare sistematico negli anni Novanta e oggi è il terreno su cui si gioca buona parte della ricerca tecnica dei grandi costruttori.

La famiglia più diffusa è quella a base di fibra di carbonio. Il carbonio forgiato — detto anche forged carbon — si produce tagliando filamenti in segmenti brevi, disponendoli in modo casuale all'interno di uno stampo, quindi comprimendo il tutto sotto calore con resina epossidica. Il risultato è un materiale circa cinque volte più leggero dell'acciaio inossidabile e sensibilmente più resistente agli urti rispetto al carbonio in fogli laminati; la trama marmorizzata irregolare è una conseguenza diretta del processo, non una scelta estetica aggiunta a posteriori. Varianti come il Carbonium di Ulysse Nardin e Romain Gauthier usano fibre di grado aerospaziale con resine specifiche, mentre il Nylo-Foil di Lavoisier Composites sostituisce parte del carbonio vergine con nylon riciclato da reti da pesca e fibra di carbonio recuperata da scafi da competizione.

La seconda famiglia importante è quella ceramico-metallica. Il Ceratanium di IWC unisce titanio e ceramica tramite un processo di sinterizzazione che mantiene la leggerezza del titanio e aggiunge la durezza superficiale della ceramica. L'Ultra-Cermet usato da Parmigiani Fleurier lavora su proporzioni diverse — circa il 40% di titanio in matrice ceramica — e raggiunge una durezza di 1450 Vickers. Il Ceramos di Rado si basa invece su carburo di titanio per circa il 90%, ottenendo lucentezza metallica con resistenza ai graffi da ceramica tecnica.

Esistono poi compositi che integrano metalli preziosi: il CarbonGold di Bulgari, proposto già nel 1993 e ripreso negli Octo Finissimo, combina oro rosa con fibra di carbonio per ridurre la densità mantenendo il valore del metallo. Il Titanium Core Nano Shell di Chronoswiss lavora invece per strati: un nucleo in titanio grado 5 viene unito permanentemente a una shell composita colorata tramite bonding attivo, in modo che il colore sia parte strutturale del materiale e non una finitura.

Meno frequente ma tecnicamente interessante è la fibra di quarzo forgiata: il processo è analogo al carbonio forgiato, ma la base in quarzo garantisce resistenza ai raggi UV superiore e consente una colorazione in profondità. La Thin Ply Technology di Richard Mille — siglata TPT — porta questo principio alle estreme conseguenze, laminando strati sottilissimi orientati con precisione prima della polimerizzazione.

Una nota su HealTech: è una tecnologia di auto-riparazione superficiale applicata al carbonio che, se riscaldato tra 100 e 150 °C, chiude le micro-imperfezioni. Viene dal settore aerospaziale; in orologeria è ancora una promessa più che una pratica consolidata, almeno per quanto ho visto fino ad oggi.

Vuoi scoprire di più?