La chiusura a vite è un sistema di sigillatura in cui il componente — fondello, corona o ansa — si avvita meccanicamente sulla cassa anziché essere pressato o incollato. La distinzione non è estetica: è una scelta ingegneristica che cambia il comportamento dell'orologio sotto pressione, in ambienti umidi e nel tempo.
Il fondello a vite (screw-in case back) è la declinazione più diffusa. Si avvita direttamente sul corpo cassa e comprime la guarnizione torica in modo uniforme lungo tutto il perimetro. Il risultato è un sigillo più affidabile rispetto al fondello pressato, che dipende dalla sola forza di accoppiamento. Sul King Seiko 44-9990 originale questo sistema era già presente: si rimuove e si reinstalla ruotando con un attrezzo specifico, e la guarnizione non si danneggia a ogni apertura. Anche il Doxa Sub 200 e il Hamilton Khaki Navy Frogman usano fondelli a vite in acciaio inossidabile, senza display sul movimento — scelta che privilegia la robustezza costruttiva. Il Vulcain Grand Prix offre un caso istruttivo: fondello avvitabile fino a 5 ATM, corona non avvitabile, una combinazione coerente con un orologio da polso quotidiano più che da immersione.
La corona a vite segue la stessa logica. Si svita per accedere alle funzioni di regolazione, si riavvita per sigillare ermeticamente. IWC la monta di serie sui Pilot's Watch per resistenza alla polvere e all'umidità. Spinnaker e Hanhart la adottano su segmenti di prezzo diversi, a dimostrazione che il meccanismo non è prerogativa del lusso.
Esistono poi applicazioni meno ovvie. Nei movimenti Mühle Glashütte della serie Robert Mühle, i screw-in gold chatons sono supporti per i perni in oro avvitabili: più duri dei chatons standard, resistono meglio all'usura nel punto di contatto con i pivot. Chronoswiss ha sviluppato il sistema brevettato Autobloc per le anse a vite, che permette di ancorare il cinturino senza rischiare di rovinare le anse durante la sostituzione. Sono applicazioni del principio di avvitamento in zone dove il pressato cederebbe per fatica meccanica o vibrazione.
La valvola dell'elio avvitabile merita una nota a parte: è un componente separato, visibile sul fianco cassa degli orologi da saturazione, e funziona secondo lo stesso principio — apertura manuale a vite per liberare il gas accumulato durante le immersioni in camera iperbarica. La versione automatica elimina l'intervento manuale ma è meno robusta in contesti professionali estremi.
Dal banco: quando un fondello a vite torna al laboratorio con il sigillo compromesso, quasi sempre il problema è una riapertura fatta con attrezzi non adatti che hanno deformato il filo della filettatura. La guarnizione si sostituisce facilmente; la filettatura danneggiata è un altro discorso.