Almanacco del Cinturino

Antimagnetico

Un orologio non diventa antimagnetico per decreto: lo diventa per come è costruito il suo movimento, o per come è schermato. La distinzione è importante, perché i due approcci hanno conseguenze diverse sulla manutenzione, sullo spessore della cassa e sulla longevità della protezione.

Il problema del magnetismo è antico quanto l'orologeria di precisione. Un campo magnetico abbastanza forte magnetizza i componenti in acciaio dell'oscillatore — spirale e bilanciere in testa — alterando la frequenza e di conseguenza l'isocronismo. Negli anni Trenta, gli orologi da pilota come lo Spezialuhr für Flieger del 1936 dovevano già fare i conti con le interferenze degli strumenti di bordo. La soluzione classica era interporre tra il movimento e l'esterno uno schermo in ferro dolce: un anello, una copertura, o un cassetto interno che funziona come gabbia di Faraday, deviando le linee di campo senza attraversarle. Il Rolex Milgauss ref. 6543 usava un anello in ferro dolce attorno al movimento; il successivo ref. 6541 aggiunse un cassetto sopra il fondello per migliorare la copertura. L'IWC Ingenieur, il Vacheron Constantin Overseas Tourbillon in titanio Grade 5, il Laventure Marine Type 3 e la Trip-Tick case di Bremont — sviluppata nel 2007 per superare i test dei sedili eiettabili Martin-Baker — lavorano tutti su questa logica perimetrale. Il limite è lo spessore: l'anello in ferro dolce occupa spazio, motivo per cui l'Ingenieur 35 lo ha eliminato per scendere a 9,4 mm con fondello in zaffiro.

L'altro approccio, più recente, agisce dall'interno: si sostituiscono i componenti vulnerabili con materiali intrinsecamente amagnetici. Il silicio è paramagnetico per natura — spirale, leva e ruota di scappamento in silicio non si magnetizzano, riducono l'attrito e allungano gli intervalli di revisione. Omega ha percorso questa strada in parallelo allo sviluppo dello scappamento Co-Axial; Rolex usa la spirale Syloxi in silicio nel Perpetual 1908; Breguet equipaggia il Calibre 1896 con scappamento in silicio completo. TAG Heuer ha sviluppato il TH-Carbonspring in fibra di carbonio, nato per risolvere i problemi di porosità del silicio e proposto come alternativa industriale solida.

Swatch Group ha imboccato una terza via con il Nivachron: una lega sintetica brevettata, amagnetica e termostabile, usata per la spirale nei calibri ETA Powermatic 80 e in diversi calibri Rado, Tissot, Certina e Mido. Non è silicio, non è ferro dolce: è un compromesso ingegneristico pensato per la produzione su scala.

Lo standard di riferimento oggi più esigente è la certificazione Master Chronometer METAS di Omega, che impone resistenza a campi di almeno 15.000 gauss con il movimento completamente assemblato nell'orologio finito — non sul banco, nella cassa reale. Prima di questa certificazione, molti costruttori dichiaravano valori misurati a movimento nudo, che non dicono nulla sul comportamento dell'orologio al polso.

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