Almanacco del Cinturino

Alluminio

L'alluminio in orologeria non è un materiale unico: è una famiglia di soluzioni che si differenziano per lega, trattamento e funzione. Confonderle porta a valutazioni sbagliate, sia al banco che sul campo.

Il caso più diffuso è l'alluminio anodizzato negli inserti di lunetta. L'anodizzazione è un processo elettrochimico che ossida la superficie del metallo creando uno strato duro, colorabile, resistente alla corrosione. Si parla di anodizzazione standard per la maggior parte degli inserti colorati — dal nero al blu al verde — e di anodizzazione ossalica quando si vuole ottenere sfumature particolari, come il rosso ematite usato da Omega sullo Speedmaster X-33 Marstimer per evocare la polvere marziana. Il limite dell'alluminio anodizzato, rispetto alla ceramica, è la resistenza al graffio: nel tempo l'inserto si rovina, la scala sbiadisce. Non è un difetto di progetto, è la natura del materiale. Rolex ha abbandonato l'alluminio nel Submariner proprio per questo, passando al Cerachrom. Altri marchi lo mantengono per ragioni estetiche: la superficie opaca dell'alluminio ha un carattere diverso dal lucido ceramico, e per certi collezionisti di orologi vintage è preferibile.

Sul fronte delle leghe strutturali, la distanza tra un inserto da lunetta e una cassa in alluminio aerospaziale è considerevole. F.P. Journe ha usato alluminio di grado aerospaziale per il Centigraphe Sport, portando il peso dell'orologio sotto i 55 grammi cinturino incluso. Zenith ha sviluppato l'Aeronith per la lunetta del Defy Inventor: è alluminio poroso riempito di polimero, con un rapporto peso-resistenza che non ha precedenti in orologeria. Il Texalium, invece, è una struttura in vetroresina con superficie in alluminio: nasce in aeronautica, ha una finitura scintillante diversa dalla fibra di carbonio, e la sua lavorazione non richiede le pressioni estreme del carbonio stesso.

Un'altra applicazione è la lega cupro-alluminio, che non va confusa con il bronzo fosforoso. La lega rame-alluminio è più dura, più resistente alla corrosione, e sviluppa una patina più lenta rispetto al bronzo classico. IWC e Tudor la usano nelle casse proprio per questa ragione.

Infine, una nota tecnica che molti trascurano: lo zaffiro sintetico è ossido di alluminio (corindone Al₂O₃), durezza 9 Mohs. Il materiale composito SAXEM di Hublot è costruito proprio su questa base, con aggiunte di terre rare per ottenere colorazioni trasparenti. Il collegamento chimico tra l'alluminio grezzo e il vetro zaffiro che copre il quadrante è più diretto di quanto sembri.

Dal banco posso dire che l'alluminio anodizzato invecchia in modo diverso da cassa a cassa: un inserto di lunetta degli anni Sessanta con colori ancora vivi vale più di uno rifatto. Imparare a riconoscere l'anodizzazione originale da quella rifatta è una competenza che si acquisisce solo con il tempo e con molti pezzi tra le mani.

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