Distanza ansa ad ansa

Definizione rapida: La distanza ansa ad ansa — in inglese lug-to-lug, talvolta lug span — è la misura in millimetri che separa l'estremità dell'ansa superiore dall'estremità dell'ansa inferiore, rilevata con la cassa in piano lungo l'ass...

La distanza ansa ad ansa — in inglese lug-to-lug, talvolta lug span — è la misura in millimetri che separa l'estremità dell'ansa superiore dall'estremità dell'ansa inferiore, rilevata con la cassa in piano lungo l'asse verticale. È una delle tre dimensioni fondamentali di una cassa, insieme al diametro e allo spessore, e spesso è quella che decide davvero se un orologio si porta bene o si porta male.

Il punto che vedo ignorare di continuo, anche in pubblicazioni serie, è questo: diametro e distanza ansa ad ansa non si muovono in parallelo. Una cassa da 38 mm può avere un valore di 46 mm, come il Villeret Ultraplate, e risultare discreta su quasi qualsiasi polso. Una cassa da 42 mm con anse allungate può superare i 51 mm e sconfinare sul carpo o sul tendine. Ho visto polsi da 18 cm portare senza problemi certi 44 mm e rifiutare categoricamente certi 40 mm proprio per questa ragione. Il numero sul quadrante non dice tutto.

La misura corretta si prende con un calibro a becchi, posando l'orologio su una superficie piana: dalla punta dell'ansa superiore alla punta di quella inferiore, in linea retta. Alcune fonti indicano il punto di mezzeria dei fori porta-asta; nella pratica le due letture differiscono di poco, ma per schede tecniche rigorose vale la seconda convenzione. Il problema è che i costruttori non sono uniformi: ho confrontato schede di fabbrica con misure dal banco e le discrepanze arrivano spesso a un millimetro, raramente a due.

Sul piano visivo, una distanza ansa ad ansa contenuta rispetto al diametro della cassa dà proporzioni compatte e un aspetto raccolto. Quando invece le anse si allungano — per ragioni tecniche legate all'altezza del fondello a pressione, o per scelta estetica — l'orologio acquista una presenza diversa, più orizzontale sul polso, che ad alcuni piace e ad altri no.

Dalla mia esperienza al banco: chi ha un polso corto in senso anteroposteriore soffre di più un lug-to-lug elevato di quanto non soffra un diametro generoso. È la prima misura che guardo quando qualcuno mi porta un orologio lamentando che «non sta bene». Spesso il problema non è dove pensano.

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