Almanacco del Cinturino

Righe di finitura

Esistono almeno tre famiglie distinte di righe decorative nei movimenti di alta orologeria, e confonderle è un errore comune anche tra gli appassionati. Le Côtes de Genève, le Glashütte Stripes e le varianti di manifattura come le Moser Stripes o le Côtes de Bethune condividono la logica di fondo — incidere la superficie metallica con solchi paralleli regolari — ma differiscono per scuola, geometria e metodo esecutivo.

Le Côtes de Genève, chiamate anche righe di Ginevra o Ginevrine, sono linee parallele equidistanti incise su ponti e platine mediante un tornio specializzato o, nelle esecuzioni di vertice, a mano. La direzione è fissa all'interno di un singolo componente ma non necessariamente uniforme tra un ponte e l'altro: su certi calibri le righe cambiano angolazione da zona a zona, creando un gioco di luce che rende visibile la struttura del movimento sotto qualsiasi illuminazione. Riducono anche i riflessi speculari durante l'ispezione tecnica, il che non è un dettaglio trascurabile per chi deve lavorare a ingrandimento. La versione côte unique di Vacheron Constantin spinge il concetto all'estremo: linee molto più fini delle Ginevrine standard, continue da una platina all'altra, sviluppate in oltre cinquecento ore di messa a punto.

Le Glashütte Stripes, note anche come Glashütter Streifenschliff, sono la risposta sassone alle Ginevrine. Tecnicamente si tratta di scanalature parallele fresate sulla platina principale — spesso la platina a tre quarti tipica della scuola tedesca — con una regolarità ottenuta attraverso levigatura manuale controllata. Nei calibri Nomos le righe corrono orizzontalmente sulla platina e sul rotore; in A. Lange & Söhne la finitura è parte integrante di quello che viene chiamato Saxon finishing, insieme all'anglage e alle viti levigate. Il risultato visivo è meno cangiante delle Ginevrine, più uniforme, con una leggibilità quasi grafica.

Le Moser Stripes sono un caso di firma di manifattura: righe a quarantacinque gradi incise su platine e ponti, allineate in continuità tra un componente e l'altro. H. Moser utilizza anche una versione a doppio stripe. La coerenza geometrica attraverso i componenti è la dichiarazione tecnica: significa che i pezzi sono stati finiti tenendo conto della loro posizione relativa nel movimento assemblato, non trattati come unità indipendenti.

Una nota su quello che non so con certezza: i confini precisi tra finitura manuale e finitura meccanica assistita variano da manifattura a manifattura e non sempre sono dichiarati esplicitamente. Quello che posso dire dal banco è che la differenza si vede: le righe fatte a mano hanno una leggera irregolarità nella profondità e nei bordi che, paradossalmente, le rende più vive sotto la luce radente.

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