Almanacco del Cinturino

Punzone di Ginevra

Il Punzone di Ginevra esiste dal 1886, istituito dal Gran Consiglio del Cantone di Ginevra: è una certificazione pubblica, non un'autocertificazione di manifattura. Questo lo distingue da qualsiasi bollino interno che un marchio si attribuisce da solo. Per ottenerlo, il movimento deve essere costruito, assemblato e regolato nel Cantone di Ginevra, e deve rispettare criteri precisi su finiture, tolleranze meccaniche e affidabilità. Dal 2012 la certificazione si estende all'orologio completo, cassa inclusa, non più al solo movimento.

Sul banco ho imparato a riconoscerlo prima ancora di vederlo impresso: un movimento certificato ha i ponti con smussatura a 45° eseguita a mano, côtes de Genève sulle superfici piane, colimaçon sulle teste delle viti, perlage sulle superfici interne. Roger Dubuis arriva a dichiarare quattordici o quindici tecniche di finitura manuale differenti su un singolo calibro certificato. Vacheron Constantin porta il Punzone su tutta la collezione L.U.C. di Chopard e sull'Overseas Ultra-Thin, tra gli altri. Non è un dettaglio decorativo: è un protocollo verificato da un ente terzo.

Esiste confusione frequente tra Punzone di Ginevra e marchi di qualità privati come il Patek Philippe Seal o il Qualité Fleurier. Sono sistemi diversi, con criteri diversi, rilasciati da soggetti diversi. Il Punzone rimane l'unica certificazione cantonale con base legale. Altrettanto frequente è la confusione con il cronometro COSC, che riguarda esclusivamente la precisione di marcia e non le finiture. Un calibro può essere COSC senza avere il Punzone, e viceversa.

Le côtes de Genève — le righe parallele ondulate visibili su platine e ponti — sono la finitura più associata nell'immaginario collettivo al Punzone, ma da sole non certificano nulla. Le applica anche chi non chiede la certificazione, a volte in modo meccanizzato. La differenza tra côtes eseguite a mano su un calibro certificato e quelle fatte a macchina su un movimento di serie è visibile a occhio allenato: profondità uniforme, transizioni nette, assenza di sbavature ai bordi.

Il termine cabinotier, usato oggi da Vacheron Constantin per i pezzi unici su commissione, viene dai maestri orologiai ginevrini del Settecento che lavoravano ai piani alti dei laboratori. Il collegamento con Ginevra non è retorico: la città ha costruito per secoli una filiera di competenze specifiche che il Punzone, nella sua forma moderna, tenta di preservare e rendere verificabile.

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