Almanacco del Cinturino

Incisione

L'incisione in orologeria non è una sola tecnica: è una famiglia di lavorazioni che hanno in comune l'asportazione controllata di materiale dalla superficie, sia essa la cassa, il quadrante o le componenti del movimento. La differenza tra un risultato mediocre e uno straordinario sta quasi sempre nella mano che guida lo strumento — o nella decisione di sostituirla con una macchina.

La forma più antica e più discussa è il guilloché. Si esegue su torni a rose o torni diritti — macchine meccaniche del XVIII e XIX secolo, alcune ancora senza elettricità, come quelle usate dall'Atelier Renzetti sui quadranti Redentore Utopia II. Il tornio guida la punta secondo una traiettoria geometrica ripetuta, ma è l'artigiano a regolare la pressione, la profondità, la velocità. Il risultato — barleycorn, soleil, clous de Paris, hobnail — non è mai identico a sé stesso sotto angolazioni diverse di luce. Quando si parla di hand-guilloché, come quello eseguito da Kari Voutilainen su piastre in ottone, ogni solco è frutto di una decisione. Il meta-guillochage di Gerald Charles aggiunge un passaggio: incisione, rivestimento protettivo, seconda incisione, rimozione del rivestimento. Gli spigoli arrotondati che ne risultano producono uno scintillio che un guilloché singolo non raggiungerebbe mai.

La tremblage è qualcosa di diverso: uno strumento vibrante incide la superficie creando una microstruttura granulosa che diffonde la luce in modo simile al velluto — le variazioni di tono cambiano con l'angolazione. La tecnica gratté, eseguita con uno strumento a più lame, produce invece una trama più regolare, vicina all'aspetto di un tessuto. Entrambe si lavorano su metalli nobili o semipreziosi; sull'argento 925, come nel quadrante Ancestra Yao, la risposta del materiale è particolarmente leggibile.

Il champlevé è incisione al servizio dello smalto: si scavano le cavità nel metallo, poi si riempiono. Il flinqué fa l'opposto in termini di effetto: si incide prima, poi si copre con smalto traslucido che lascia vedere il pattern sotto, amplificandone la profondità. Sono tecniche che richiedono coordinamento tra incisore e smaltatore — due mestieri che raramente abitano lo stesso corpo.

Il laser ha aperto possibilità che il bulino non può raggiungere in termini di ripetibilità e finezza geometrica — i reticoli da 0,55 mm del Big Bang Tourbillon GOAT Edition o le texture tessili del Royal Oak Concept ne sono esempio. Ma il laser non sostituisce la mano: sul Linea Edition di James Lamb, Joanne Ryall lavora il titanio del quadrante sotto microscopio perché solo così riesce a mantenere spigoli nitidi e inserire oro nel solco senza allargarlo. Dal banco ho imparato una cosa: quando un quadrante inciso sembra uguale a sé stesso da tutte le angolazioni, il lavoro non è finito bene.

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