Almanacco del Cinturino

Finitura di Glashütte

Glashütte non è solo una città della Sassonia: è un insieme preciso di convenzioni costruttive e decorative che i manifatturieri locali condividono da centocinquant'anni. Le riconosco subito quando apro un fondello, e non ho bisogno di leggere il marchio.

Il nucleo della finitura di Glashütte è lo Streifenschliff, che in italiano chiamiamo striatura o rigatura di Glashütte. Sono solchi paralleli finissimi incisi sulla platina e sui ponti, eseguiti a mano con un attrezzo abrasivo su un supporto guidato. La direzione è costante, la distanza tra i solchi è uniforme al decimo di millimetro. Il risultato è una superficie che non riflette la luce in modo piatto ma la scompone in bande alternate di chiaro e scuro. Nei movimenti Nomos questa finitura è visibile attraverso il fondello zaffiro sui calibri DUW; in A. Lange & Söhne compare sulle platine in maillechort, il cui nome commerciale tedesco è argentan o German silver, una lega cupro-nichel che lavora bene all'utensile e rimane dimensionalmente stabile.

Accanto allo Streifenschliff, la tradizione sassone comprende il sunbeam finishing: righe radiali che partono da un punto centrale, applicate tipicamente ai platini del bilanciere. Nomos lo usa sul Swing System del calibro DUW 4601. La differenza tra le due finiture è geometrica: parallele nel primo caso, raggianti nel secondo.

Altrettanto caratteristiche sono la platina a tre quarti e quella a due terzi. Ferdinand Adolph Lange introdusse la platina tre quarti nel 1864: copre quasi tutta la superficie del movimento, lasciando scoperto solo il barile. Questa configurazione irrigidisce la struttura, riduce i giochi e semplifica il rimontaggio. Mühle Glashütte la usa sui propri calibri MU 94- dal 2008; Tutima la propone nel calibro 617 con bordi smussati a mano e chatons in oro avvitati. La variante a due terzi lascia invece esposta la zona del bilanciere, scelta che privilegia la visibilità dell'oscillatore.

Due elementi funzionali completano il quadro. Il regolatore a collo di cigno — swan-neck spring — è una molla a lama ricurva che blocca il cursore del fine-réglage: la sua forma riduce il gioco di ritorno quando si corregge la marcia. Il tourbillon volante è invece un'invenzione del 1920 attribuita ad Alfred Helwig della Scuola d'Orologeria di Glashütte: la gabbia è ancorata solo dal basso, così la rotazione è visibile senza il ponte superiore. Queste soluzioni non sono ornamentali: nascono da esigenze tecniche precise, poi sono diventate firme riconoscibili della scuola sassone.

La Saxon finishing, termine che raggruppa tutte queste lavorazioni, non è una certificazione formale. È un insieme di pratiche tramandate nella stessa valle, verificabili a occhio nudo da chi le ha studiate sul banco.

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