La corrosione non è un difetto di fabbricazione: è una reazione chimica tra il metallo e l'ambiente, e ogni lega la affronta in modo diverso. Capire quale meccanismo è in gioco — ossidazione superficiale, corrosione per pitting, attacco galvanico — cambia il modo in cui si sceglie un materiale e come lo si mantiene.
Tra gli acciai, il parametro di riferimento è il PREN (Pitting Resistance Equivalent Number), un indice numerico che misura quanto una lega resiste alla corrosione localizzata per pitting. L'acciaio 316L — lo standard di fascia media-alta — deve la sua resistenza alla presenza di molibdeno; la L indica basso carbonio, il che riduce il rischio di precipitazione di carburi ai bordi grano. Il 904L aggiunge nichel e molibdeno in quantità maggiori: Rolex lo usa dal Submariner 168000, ed è più costoso da lavorare perché satura rapidamente gli utensili. Grand Seiko ha sviluppato l'Ever-Brilliant Steel con PREN 1,7 volte superiore al 316L classico, con il vantaggio aggiunto di una superficie più bianca che regge meglio la lucidatura Zaratsu. Il 316LVM di Panerai — AISI 1.4441 — subisce una rifusione ad arco sottovuoto (VAR) che aumenta ulteriormente la purezza della lega e la resistenza all'attacco chimico.
Il titanio parte da una posizione diversa: forma spontaneamente uno strato di ossido di titanio in superficie che lo rende naturalmente più resistente all'acqua salata rispetto a qualsiasi acciaio inossidabile standard. Il grado 2 (purezza 99,8%) offre la massima resistenza alla corrosione marina, ma non può essere lucidato e resta spazzolato per sua natura. Il grado 5 (Ti-6Al-4V, detto anche ELI nella versione chirurgica) è più duro e lavorabile, quindi più diffuso nelle casse sportive. Citizen risolve la scarsa durezza superficiale del titanio grezzo con il trattamento Duratect; il PVD aggiunge un ulteriore strato protettivo senza peso apprezzabile.
Il bronzo nautico — CuSn8 o leghe simili — è resistente alla corrosione marina fin dall'antichità: la Marina lo usava per le pompe di sentina prima che esistesse l'acciaio inossidabile. Il paradosso è che si ossida visibilmente, ma quella patina è uno strato protettivo, non un danno. Lo stagno (lega 97% con rame e antimonio) funziona allo stesso modo: invecchia con grazia invece di degradarsi.
Un caso interessante dal campo è l'Easy Clean System di Grands Fonds: uno slot sulla lunetta con canale passante che consente di far circolare acqua dolce tra lunetta e cassa dopo l'uso in mare. È una soluzione meccanica al problema del deposito salino che, se trascurato, causa corrosione interstiziale — uno dei tipi più insidiosi perché avanza sotto la superficie prima di diventare visibile. Dal banco vedo spesso orologi da immersione con ghiere grippate per questo motivo: risciacquo frequente con acqua dolce non è un'opzione, è manutenzione ordinaria.