Almanacco del Cinturino

Chronometer

Chronometer non è un sinonimo di orologio preciso: è un titolo tecnico-legale che si ottiene solo dopo una serie di test standardizzati condotti da un ente terzo o da un laboratorio accreditato. Lo dico subito perché in trent'anni ho visto troppi acquirenti confondersi davanti a un quadrante dove campeggia la parola senza capire cosa implichi davvero.

Lo standard di riferimento rimane la certificazione COSC — Contrôle Officiel Suisse des Chronomètres — istituita nel 1973. Il movimento viene testato per 16 giorni in cinque posizioni e tre temperature (8°C, 23°C, 38°C). La tolleranza ammessa per i calibri automatici è -4/+6 secondi al giorno. Non è poco rispetto alla media industriale, ma è meno di quanto molti immaginino. I movimenti vengono testati prima della cassa: questo è un punto importante, perché le condizioni reali d'uso cambiano le prestazioni.

Nel 2015 Omega, in collaborazione con METAS — l'Istituto Federale Svizzero di Metrologia — ha introdotto il Master Chronometer. Otto test in dieci giorni, sull'orologio già assemblato e non sul solo movimento nudo. Tolleranza più stretta: da 0 a +5 secondi al giorno. In più, resistenza a campi magnetici fino a 15.000 gauss e verifica dell'impermeabilità dichiarata. Tudor ha adottato lo stesso protocollo METAS per diversi calibri MT56xx. Quando trovo un Master Chronometer sul banco mi aspetto coerenza anche nella finitura del movimento, perché il test comprende l'intera cassa.

Rolex gestisce una certificazione interna chiamata Superlative Chronometer: i movimenti passano prima il COSC, poi ulteriori test proprietari che portano la tolleranza a ±2 secondi al giorno. Lo standard è stato aggiornato nel 2026. Non è certificato da un ente terzo, ma Rolex ha la struttura per farlo in casa con rigore comparabile.

Esiste poi la certificazione da osservatorio — observatory chronometer — tradizionalmente la più severa: 15 giorni di test su ogni esemplare, protocollo derivato dagli strumenti di navigazione astronomica. Longines la usa con Timelab per alcuni calibri. Louis Moinet la applica singolarmente a ogni pezzo.

La Dual Metric Technology di Omega merita una nota tecnica: il metodo COSC tradizionale rileva la posizione della lancetta dei secondi fotograficamente, procedura impossibile su un calibro a due lancette. Omega ha sviluppato un sistema alternativo che consente la certificazione COSC anche su questi movimenti, aprendo la strada al Master Chronometer anche per i tre-aghi senza la complicazione del secondo.

Dal banco: la certificazione dice quanto un calibro è preciso in laboratorio, non quanti anni reggerà senza revisione. Sono due cose diverse, e confonderle è il modo più rapido per restare delusi.

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