Almanacco del Cinturino

Chiusura

La chiusura è il dispositivo meccanico che fissa il bracciale o il cinturino al polso: è il punto dove si concentra la maggior parte degli sforzi di trazione durante l'uso, ed è spesso il primo componente a cedere se mal progettato. Esistono due famiglie di base, con tutto il resto che vi si riconduce: la fibbia a spillo e la chiusura pieghevole.

La fibbia a spillo, detta anche pin buckle, è il sistema più antico. Un perno trapassava il cuoio già prima che si parlasse di orologi da polso. Funziona, dura, si ripara sul banco con un ago e un martellino. Lo svantaggio è che il cinturino deve passare attraverso il passante a ogni indossamento: logora il materiale nel giro di mesi nel punto di contatto.

La chiusura pieghevole, chiamata déployante o folding clasp, si apre lateralmente senza sfilare il cinturino dal polso. Protegge il materiale dall'usura meccanica e riduce il rischio di perdere l'orologio in caso di apertura accidentale. La variante butterfly o double déployante si apre su entrambi i lati: il polso entra e esce come dalla staffa di un pedale. Quella a frizione, come la montano certi Cartier, non ha pulsanti: si apre tirando i lembi e si chiude premendoli, con un sistema semplice ma che richiede una calibrazione delle molle molto precisa per non diventare troppo morbida col tempo.

Dentro queste due famiglie si innestano i sistemi di microregolazione, oggi diffusissimi. La logica è sempre la stessa: permettere piccole variazioni di lunghezza senza rimuovere maglie intere o bucare il cinturino. I costruttori li chiamano in modo diverso — T-Fit in Tudor, Easylink in Rolex, NodeX in Nodus, Easy-fit in Vacheron Constantin — ma il principio meccanico oscilla tra il dente a scatto, la vite di registro e il modulo push-button. Il sistema a dente a scatto è il più rapido; quello a vite è il più preciso ma richiede un attrezzo. I sistemi push-button del tipo di Tudor o Nodus regolano la lunghezza totale in una finestra di sei-dieci millimetri senza smontare nulla.

La leaf spring, molla a lamina, è un dettaglio costruttivo interno che mantiene chiusa la déployante riducendo lo spessore rispetto a una molla elicoidale. La si trova nei fermacingoli di alta fascia dove ogni decimo di millimetro conta.

Il Naiad lock di Omega è un sistema diverso: non riguarda il bracciale ma il fondello avvitato, e garantisce che l'incisione sul vetro di zaffiro si blocchi nella posizione corretta a chiusura avvenuta. Lo cito qui perché nelle note lo si incontra spesso confuso con le chiusure del bracciale.

Dal banco: la chiusura più robusta non è necessariamente la più complessa. Ho visto déployante a farfalla da quattromila euro che perdevano il clic dopo sei mesi, e fibbie a spillo in ottone nichelato che reggevano vent'anni. La qualità sta nella tolleranza di lavorazione delle superfici di contatto e nella durezza dell'acciaio usato per le molle.

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