Il regolo calcolatore integrato in un orologio non è un ornamento: è uno strumento analogico funzionante, basato sullo stesso principio fisico-matematico del regolo lineare. Le scale sono logaritmiche, il che significa che le distanze fisiche tra i numeri non sono uniformi — e proprio per questo moltiplicazioni, divisioni e conversioni diventano operazioni di allineamento visivo, non di calcolo mentale.
La forma più diffusa è la ghiera girevole con scala logaritmica contrapposta a una scala fissa sul quadrante. Ruotando l'anello esterno si allineano i valori sulle due scale e si legge il risultato su un terzo punto. Questo è esattamente il principio dell'E6B flight computer, sviluppato negli anni '30 e rimasto in uso operativo per decenni. Il Breitling Navitimer lo ha adottato nel 1952, portandolo sul polso dei piloti AOPA. Da lì viene la tradizione.
Non tutti i costruttori impostano le scale nello stesso modo. Hamilton, sul Khaki Aviation Converter, inverte l'approccio del Navitimer: posiziona le scale semplici sulla lunetta mobile e quelle complesse sul quadrante fisso. Il risultato è una leggibilità migliore, anche se richiede un momento di adattamento per chi arriva da Breitling. Il Gallet Excel-O-Graph segue una logica analoga: lunetta rotante come regolo circolare per operazioni su distanze, velocità e consumi, pensato per aviazione e navigazione.
I calcoli tipici che il regolo consente: velocità rispetto al tempo percorso, consumo di carburante in funzione della distanza, conversioni tra unità di misura anglosassoni e metriche — piedi/metri, galloni/litri, miglia nautiche/chilometri. Sul Sinn 903 St la scala logaritmica è integrata nel bezel bidirezionale continuamente rotante: un dettaglio tecnico non secondario, perché la rotazione continua senza scatti permette un posizionamento più preciso rispetto ai bezel a click.
Esiste poi una variante specifica per immersione: la lunetta unidirezionale dei diving watch con scala dei tempi di no-decompressione. Il principio è diverso — non logaritmico ma lineare — ma la funzione è analoga: uno strumento di calcolo passivo e meccanico che non richiede alimentazione e non si guasta per via software.
Curiosità: la Juvenia Arithmo montava un cristallo doppio a volta — chiamato refrascope — che ingrandiva le scale del regolo per migliorarne la leggibilità. Funzionava, ma rendeva l'orologio difficile da fotografare senza distorsioni. Dal banco ho visto pochi esemplari in buone condizioni: il cristallo doppio tende a ingiallire e il costo di sostituzione è proibitivo.
Su un Navitimer vintage, il riferimento al boxed 10 — il numero 10 circondato da un riquadro rosso sulla lunetta — serve come punto di ancoraggio per i calcoli. È un dettaglio che si perde spesso nelle revisioni: molte lunette originali sono state sostituite con esemplari privi di quella marcatura, riducendo il valore storico e la funzionalità dello strumento.