Glossario · Terminologia

Ossidazione

Sinonimi: ossidazione termica · patina · ossidazione anodica · ossido

Definizione

L'ossidazione in orologeria non è un difetto da prevenire a tutti i costi: è un fenomeno chimico che, a seconda del materiale e del controllo con cui viene applicato, può essere un nemico, uno strumento di lavorazione o il risultato desiderato di anni di usura. Distinguere tra questi tre casi è il primo compito di chi lavora sul banco.

Sul fronte dei trattamenti controllati, il titanio è il materiale che ha aperto le possibilità più interessanti. De Bethune ha costruito gran parte del proprio lessico cromatico sull'ossidazione termica del titanio grado 5: il calore modifica lo spessore dello strato di ossido sulla superficie, e quello spessore determina il colore percepito per interferenza ottica. Il giallo emerge prima, poi arancio, viola, e infine il blu profondo che il marchio ha reso riconoscibile. Lo stesso principio è stato applicato al meteorite Muonionalusta. Ming ha usato la fiamma ossidrica a mano sul titanio per ottenere gradienti di colore sui quadranti del 37.06 Lightning, con uno scarto produttivo altissimo: circa un quadrante su tre non supera il controllo qualità. Montblanc ha adottato il laser per indurre ossidazione localizzata e precisa sul titanio, ottenendo colori permanenti senza vernici né smalti. L'alluminio anodizzato segue la stessa logica ma attraverso ossidazione elettrochimica: uno strato di ossido viene fatto crescere in modo controllato, rendendo la superficie più dura e tingibile.

La placcatura in rodio sui componenti del movimento risponde invece alla logica opposta: si tratta di uno strato fisicamente inerte che blocca l'ossidazione dei metalli sottostanti, tipicamente ottone o alpacca. Il rodio è chimicamente stabile, riflette bene la luce e non altera le proprietà meccaniche dei pezzi su cui è depositato.

Il bronzo introduce una terza categoria: l'ossidazione come processo lento e individuale. Il bronzo a contatto con ossigeno, umidità e anidride carbonica sviluppa una patina che cambia nel tempo e differisce da esemplare a esemplare. Le leghe tradizionali tendono a sviluppare tonalità verdastre e irregolari. Il cupro-alluminio, usato ad esempio da Bremont, produce invece una patina più uniforme con sfumature dorate e rossastre. Il bronzo sandblastato di alcuni Bulgari evolve in modo ancora diverso rispetto al bronzo lucidato. Non esiste una patina giusta: esiste la patina di quell'orologio, portato da quella persona, in quel clima.

Il caso del Daytona Patrizzi è istruttivo per ragioni diverse: l'ossidazione dei contatori non era cercata, ma era il risultato di un difetto nello strato di vernice protettiva Zappon. Oggi quella debolezza produttiva è diventata il motivo per cui certi esemplari vengono ricercati sul mercato vintage. L'ossidazione incontrollata, in quel contesto, ha prodotto valore. Sul fronte opposto, Montblanc ha costruito il concetto «0 Oxygen» sigillando ermeticamente la cassa per impedire che l'ossigeno raggiunga l'interno, proteggendo il movimento in condizioni di sbalzo termico estremo. È la stessa reazione chimica, gestita ai due estremi del controllo possibile.

Domande frequenti

Qual è la differenza tra ossidazione termica e placcatura in rodio?

L'ossidazione termica sfrutta il calore per far crescere uno strato di ossido sulla superficie del metallo, modificandone il colore. La placcatura in rodio fa il contrario: deposita uno strato chimicamente inerte che impedisce al metallo sottostante di ossidarsi. Stessa reazione, direzioni opposte.

La patina del bronzo si può fermare o è inevitabile?

È inevitabile, e in parte per questo il bronzo viene scelto. Si può rallentare con pulizia regolare e stoccaggio asciutto, ma non bloccare. La velocità e il colore della patina dipendono dalla lega, dalla finitura superficiale e dall'esposizione quotidiana. Ogni esemplare evolve in modo diverso.

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