Glossario · Terminologia

Frequenza

Sinonimi: Hz · vph · vibrazioni per ora · alternanze all'ora · battito · high-beat · hi-beat

Definizione

La frequenza di un movimento meccanico è il numero di oscillazioni complete che il bilanciere compie in un secondo, espressa in Hertz (Hz). Non è un dato di marketing: è il parametro che determina la granularità con cui il treno del tempo suddivide il secondo, e da cui dipende direttamente la risoluzione di qualsiasi complicazione cronografica.

I valori che si incontrano più spesso sul banco sono quattro. 2,5 Hz (18.000 vph) è la frequenza dei movimenti a bassa oscillazione, oggi rara nei calibri di serie ma ancora presente in certi movimenti a carica manuale di scuola tradizionale: il battito è lento, quasi solenne, e la lancetta dei secondi avanza a scatti visibili. 3 Hz (21.600 vph) è uno standard intermedio usato da diversi calibri automatici degli anni Sessanta e Settanta, scelto per contenere l'usura. 4 Hz (28.800 vph) è il riferimento dominante dagli anni Settanta a oggi: offre un buon compromesso tra stabilità di marcia, consumo energetico e durata dei componenti. 5 Hz (36.000 vph) è la soglia che in orologeria si chiama high-beat: a questa frequenza il cronografo può misurare il decimo di secondo, come dimostra l'El Primero di Zenith fin dal 1969, il cui calibro 3019 PHC oscillava a 36.600 vph.

La relazione tra frequenza e precisione è reale ma non lineare. Frequenze più alte mediamo statisticamente gli errori accumulati in ogni singola oscillazione, ma introducono attrito maggiore, consumo energetico più elevato e sollecitazioni meccaniche che accelerano l'usura di àncora e ruota degli impulsi. Rolex, quando adottò l'El Primero per il Daytona nel 1988, scelse deliberatamente di ridurre la frequenza da 36.000 a 28.800 vph nel calibro 4030, privilegiando la robustezza sull'affidabilità a lungo termine. Una scelta tecnica precisa, non una compromesso al ribasso.

Sul versante opposto, Longines ha sviluppato storicamente movimenti fino a 50 Hz per la cronometria sportiva, e Breguet con il Tourbillon Expérimental ha spinto a 10 Hz per ridurre l'influenza degli urti sulla regolarità dell'oscillatore. Nei quarzi, le scale cambiano radicalmente: un quarzo standard oscilla a 32.768 Hz, il Bulova Precisionist arriva a 262.144 Hz, con la lancetta dei secondi che scorre continua invece di procedere a scatti.

L'unità di misura alternativa al Hz è il vph, vibrazioni per ora. La conversione è diretta: basta moltiplicare gli Hz per 3.600. Un dato che vale la pena verificare sempre nelle specifiche tecniche, perché alcune schede confondono alternanze semplici con oscillazioni complete, raddoppiando il valore nominale.

Domande frequenti

Qual è la differenza tra Hz e vph nelle specifiche di un movimento?

Sono la stessa grandezza espressa in unità diverse. Hz misura le oscillazioni al secondo, vph le misura all'ora. Per convertire: Hz × 3.600 = vph. Un movimento a 4 Hz corrisponde esattamente a 28.800 vph. Alcune schede tecniche riportano le 'alternanze', che in certi contesti valgono mezzo ciclo: verificare sempre come le usa il costruttore.

Perché un cronografo a 5 Hz misura il decimo di secondo mentre uno a 4 Hz no?

A 5 Hz il bilanciere compie 10 oscillazioni al secondo. La ruota cronografica può quindi avanzare di un passo ogni decimo di secondo. A 4 Hz si hanno solo 8 passi al secondo, insufficienti per una suddivisione precisa del decimo. È il principio alla base dell'El Primero e di tutti i cronografi high-beat.

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