Glossario · Terminologia
Deposizione superficiale
PVD · CVD · ALD · Physical Vapor Deposition · Chemical Vapor Deposition · Atomic Layer Deposition · rivestimento sottovuoto
Definizione
PVD, CVD e ALD sono tre processi distinti che condividono la stessa logica di fondo: depositare uno strato sottilissimo di materiale su una superficie solida, senza immersione in bagno chimico e senza galvanica tradizionale. La differenza tra loro non è estetica ma fisica, e vale la pena tenerla chiara perché i risultati di durabilità e colore cambiano in modo sostanziale.
Il PVD, Physical Vapor Deposition, lavora sotto vuoto spinto: il materiale di rivestimento viene vaporizzato fisicamente, per sputtering o evaporazione, e si condensa sulla superficie del pezzo. Si usa per rivestire casse, ghiere, fondelli, lancette e indici. I colori più comuni sono il nero (nitruro di titanio o nitruro di zirconio), l'antracite, il grigio scuro e le tonalità dorate. Lo strato è duro e resistente all'abrasione, ma non è indistruttibile: un urto su uno spigolo può scheggiarlo, perché il metallo sottostante cede prima del rivestimento. Chi porta un orologio PVD nero e lo batte contro una maniglia lo sa già.
Il CVD, Chemical Vapor Deposition, deposita materiale attraverso una reazione chimica in fase vapore: i precursori gassosi reagiscono sulla superficie riscaldata e formano lo strato desiderato. Rispetto al PVD segue meglio le geometrie complesse e può creare effetti ottici particolari, come l'iridescenza verde-blu che si vede su certi quadranti moderni o il grigio-blu storico replicato su riedizioni di cronografi sportivi degli anni Sessanta. Il CVD è anche il processo con cui vengono coltivati i nanotubi di carbonio per certi componenti di alta orologeria: la spirale TH-Carbonspring di TAG Heuer, ad esempio, si forma direttamente durante la crescita CVD, colleretta inclusa, eliminando un passaggio di montaggio critico.
L'ALD, Atomic Layer Deposition, è il processo più preciso dei tre. Deposita il materiale strato atomico per strato atomico, con spessori controllati nell'ordine dei nanometri. Il risultato è un film assolutamente omogeneo anche su superfici irregolari. In orologeria lo si trova su quadranti, ponti, platine e lancette: il blu ALD di certi quadranti Urwerk o Breguet ha una profondità cromatica che nessun PVD standard riesce a replicare, perché lo spessore è controllato con una precisione che modifica le proprietà ottiche dello strato. È un trattamento ancora costoso e non diffusissimo, ma in crescita.
Dal banco: il PVD invecchia in modo visibile, specialmente sugli spigoli della cassa. Il CVD sui quadranti è generalmente più stabile perché il pezzo non subisce gli urti meccanici della cassa. L'ALD rimane il meno noto ai clienti, ma chi lo vede dal vivo di solito lo riconosce subito per la qualità del colore.
Domande frequenti
Qual è la differenza pratica tra PVD e CVD su un orologio?
Il PVD deposita il materiale fisicamente, per vaporizzazione sotto vuoto: si usa soprattutto su casse e componenti metallici. Il CVD usa una reazione chimica in fase vapore ed è più indicato per geometrie complesse e quadranti, dove crea effetti ottici difficili da ottenere con il PVD. La durabilità del CVD sui quadranti è generalmente alta perché il pezzo non subisce urti diretti.
Un rivestimento PVD può essere riparato o rimosso?
Non si ripara: se si scheggia su uno spigolo, rimane così. Può essere rimosso chimicamente o meccanicamente, ma il processo altera spesso la finitura originale del metallo sottostante. Su casse lucidate il risultato raramente è soddisfacente. Meglio prevenire con un uso attento, evitando urti su superfici dure.
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